26 Luglio 2026: Giro dei 4 Rifugi alle Tre Cime di Lavaredo

Testi tratti dai libri “Rifugi delle Dolomiti” e “Guida ai sentieri d’acqua” di Ennio Poletti, Editoriale Programma 

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:00 presso il parcheggio del supermercato di Falzè di Trevignano TV. Si parte per Auronzo.
Da Auronzo o da Cortina d’Ampezzo, con la strada del Passo Tre Croci si raggiunge il Lago di Misurina e si procede seguendo le indicazioni stradali per le Tre Cime di Lavaredo. Oltrepassato il Laghetto d’Antorno, inizia la strada a pagamento che in 5 km conduce agli ampi parcheggi situati nei pressi del Rifugio Auronzo (m 2320).

Escursione

Già dal parcheggio si apre un panorama che da solo vale il pedaggio. Guardando verso ovest, in senso orario, ammiriamo in primo piano i Cadini di Misurina, quindi il Sorapìss, il Cristallo e la Croda Rossa d'Ampezzo. Ma siamo soltanto all'inizio di una vera cavalcata aerea, capace di regalare scorci fra i più spettacolari delle Dolomiti.
Dal Rifugio Auronzo imbocchiamo il sentiero CAI n. 101 e, in lieve falsopiano, ci dirigiamo verso est con il panorama aperto, sulla destra, alle frastagliate guglie dei Cadini e al solco della Val d'Ansiei, con Auronzo e il suo lago visibili circa 1500 metri più in basso. Dopo un quarto d'ora raggiungiamo una piccola cappella dedicata a Maria Ausiliatrice, eretta dalla sezione CAI Cadore in memoria dei caduti della Grande Guerra. Da questo punto l'orizzonte si amplia verso sud-est con il gruppo di Cima Dodici (Croda dei Toni) e le Cime di Passaporto.
Le Tre Cime non sono ancora completamente visibili: si distingue soltanto la Cima Piccola, la più meridionale, mentre ne aggiriamo i ghiaioni fino a raggiungere il Rifugio Lavaredo (m 2405, 40').
Proseguendo per altri 500 metri sul sentiero n. 101 arriviamo a un bivio, segnalato da pannelli e tabelle, dove la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A affronta il giro completo, mentre il Gruppo B segue l'itinerario ridotto.

Gruppo A (giro completo)
Svoltando a destra imbocchiamo il sentiero n. 104 diretto al Rifugio Pian di Cengia.
Dopo aver costeggiato il Laghetto di Lavaredo, la comoda traccia inizia a perdere quota e, aggirando da sud le Cime di Passaporto, si affaccia sul vallone attraversato dal lungo sentiero che ci attende. Raggiunto il punto più basso (circa m 2230), riprendiamo a salire e, dopo alcuni tornanti, sbuchiamo sul magnifico pianoro del Lago di Cengia (m 2330). Il limpido specchio d'acqua giace tra l'omonimo monte, che incombe da sud, e le propaggini sud-orientali delle Crode dei Piani. Il luogo è di rara bellezza e, grazie alla scarsa frequentazione, permette di assaporare tutta la quiete di questo angolo appartato.
Ripreso il cammino, con pendenza moderata ci dirigiamo verso i vasti ghiaioni che chiudono la valle a est. Il sentiero, sempre ben marcato, risale i depositi detritici con ampi tornanti, offrendo vedute sempre più ampie sul lago e sul percorso appena compiuto. Alle nostre spalle emergono progressivamente la slanciata Croda dei Toni e, più a sud, Le Marmarole, l’Antelao e il Sorapiss.
Una piacevole successione di saliscendi precede l'arrivo alla Forcella Pian di Cengia (m 2522), dove una panchina e un crocifisso ligneo accolgono gli escursionisti. Qui ci immettiamo nuovamente nel sentiero n. 101 che, seguito verso destra, conduce in pochi minuti all'omonimo rifugio (m 2528). Con pochi passi ancora verso l'alto, il panorama si completa a est con la frastagliata Cima Undici e il tondeggiante profilo del Monte Pòpera.
Dopo la sosta per il pranzo torniamo alla forcella e, con il gruppo dei Tre Scarperi davanti a noi, iniziamo la discesa verso nord lungo il sentiero n. 101. Aggiriamo da nord-est le Crode dei Piani e il Monte Paterno, godendo di splendide vedute sui Laghi dei Piani, che occhieggiano in basso alla nostra destra.
Un'ultima breve risalita conduce al Rifugio Locatelli (m 2450), ai piedi del Sasso di Sesto. Di fronte a noi le Tre Cime si mostrano finalmente nella loro interezza, con i profili inconfondibili che le hanno rese celebri in tutto il mondo.
Con questa visione davanti agli occhi proseguiamo sul sentiero n. 101 in direzione della ben evidente Forcella Lavaredo, attraversando i ghiaioni alla base del Monte Paterno e delle Cime di Passaporto. Dopo una modesta perdita di quota risaliamo alla forcella (m 2454), dalla quale scendiamo in pochi minuti al Rifugio Lavaredo, già incontrato all'andata.
Si conclude così l'anello alto dell'escursione; seguendo il percorso dell'andata rientriamo infine al parcheggio del Rifugio Auronzo (7 h).

Gruppo B (giro ridotto)
Tenendo la sinistra rimaniamo sul sentiero n. 101 e, con una breve salita, raggiungiamo la Forcella Lavaredo (m 2454). Sull'ampia sella siamo accolti da un panorama di straordinaria bellezza: le incombenti Tre Cime, il Monte Rudo, i Rondoi, la Torre degli Scarperi, il Monte Mattina, la Torre di Toblin, il Monte Paterno e la vicina Croda di Passaporto. Queste vette, fra le più spettacolari delle Dolomiti, fanno da corona al desolato altopiano della Grava Longa, che si estende ai nostri piedi separando le Tre Cime dal Rifugio Locatelli, già visibile in lontananza.
Scendendo verso nord lungo la base dei ghiaioni del Monte Paterno, le Tre Cime si mostrano alle nostre spalle in tutta la loro imponenza, assumendo via via il celebre profilo da cartolina.
Una breve impennata del sentiero precede l'arrivo al Rifugio Locatelli (m 2438, 2 h), situato nell'ampio pianoro compreso tra la Torre di Toblin, il Sasso di Sesto e il Monte Paterno. Qui ci troviamo al cospetto di uno dei panorami più celebri e spettacolari delle Dolomiti, meta irrinunciabile per ogni appassionato di montagna. Il rientro avviene lungo il medesimo itinerario dell'andata (4 h).

Principali motivi di interesse
I rifugi Auronzo, Lavaredo, Pian di Cengia, Locatelli; cinque magnifici laghetti; alcune opere della Grande Guerra; gli amplissimi panorami. 

 

Dettagli:

DOVE

Dolomiti di Auronzo e Parco Naturale Tre Cime

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

m 640

m 330

QUOTA MAX

m 2528

m 2454

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

Km 15

km 9

DURATA

7 h

4 h

CARTINA

Tabacco n. 010, 1:25.000