10 Maggio 2026: Valle di San Martino: Sorgenti e cascate dello Stien

Testo tratto dal libro “Guida ai sentieri d’acqua” di Ennio Poletti, Editoriale Programma

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Il ritrovo presso il parcheggio del supermenrcato Cester alle 8.00 per il punto di partenza a Lasen, borgo alle falde delle Vette Feltrine, raggiungibile in auto da Feltre seguendo le indicazioni per Villabruna e, da qui, quelle per il paese suddetto.
La corriera può arrivare, e invertire la marcia, qualche centinaio di metri prima del paese, mentre le auto possono proseguire fino al piccolo parcheggio presso la chiesa (m 540).

Escursione

Nei pressi del parcheggio imbocchiamo via Canai, che punta in lieve salita verso nord. Presto l’asfalto lascia spazio a un sentiero che prosegue fino a immettersi in via Rodoloi, dove svoltiamo a sinistra (ovest) fino al bivio con via Col Toront. Qui deviamo ancora a sinistra e, in lieve discesa, iniziamo a calare verso l’impluvio della Valle San Martino.
Rimanendo sul sentiero principale percorriamo un lungo tratto in costa, per poi scendere con una traccia un po’ più pendente, ma mai difficile, fino al greto del torrente Stien, che scorre nel fondovalle.
Siamo ora su una stradina (CAI n. 803) che, seguita a destra (nord), ci porta a un’originale cappella votiva dedicata a Maria, meritevole senz’altro di una sosta.
Proseguendo, arriviamo a una bellissima fornace da calce (“calchera”), che un accurato lavoro di recupero ha restituito perfettamente alle sue forme originali: un vero e proprio monumento che ricorda un’importante attività svolta in passato nella valle (m 691).
Fino alla metà del secolo scorso, infatti, queste rudimentali strutture erano utilizzate per ricavare calce dalla roccia calcarea di cui è ricca la zona. Riscaldati per 8-10 giorni a temperature comprese fra 800 e 1000 gradi, i frammenti di roccia si trasformavano in ossido di calcio, cioè in calce viva che, una volta idratata, diventava calce spenta.
Questo importante composto, oggi prodotto con tecnologie moderne, trova ancora molteplici impieghi nell’edilizia, nell’industria e in agricoltura.
Presso la “calchera” la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A prosegue per il giro completo, mentre il Gruppo B si prepara al rientro verso Lasen.

Gruppo A (giro completo)
Tenendo la sinistra seguiamo il sentiero CAI n. 812 (tabella) che, dopo aver attraversato il torrente su una passerella, inizia a risalire con decisione il versante destro idrografico della valle. Presto troviamo una prima deviazione che conduce a due cascatelle e a una cascata più grande, quest’ultima accessibile prestando un po’ di attenzione al terreno umido e scivoloso (m 760).
Rientrati sul sentiero principale, proseguiamo in salita ancora per qualche minuto fino a incontrare un’altra deviazione sulla destra, che conduce ad altre due cascate (m 800). Quella più a monte è la più scenografica. L’acqua, infatti, dopo essere stata lanciata verso l’alto da una rampa che essa stessa si è scavata, ricade a ventaglio descrivendo una spumeggiante e spettacolare parabola.
Oltre le cascate torniamo a salire fino a raggiungere un tratto di falsopiano dove, seguendo una tabella con la scritta “Tre Ponti”, abbandoniamo la traccia n. 812 e deviamo a destra.
Attraversato il greto di un torrente in secca, entriamo nella fitta selva di conifere del Pian dei Violini (m 850), un luogo quasi “fatato” dove, nella luce incerta del bosco, emergono le malinconiche sagome, ricoperte di muschio, di un antico insediamento ormai diroccato.
Il contrasto fra la bellezza del bosco e gli spettri di quelle vecchie abitazioni è particolarmente suggestivo. Ma le sorprese che riserva questa parte dell’itinerario non sono ancora finite.
Dopo aver superato di un centinaio di metri un ponticello di legno, ci immettiamo in un nuovo sentiero che, seguito a sinistra (nord, tabella), conduce in pochi minuti alle gorgoglianti sorgenti del torrente Stien (m 870).
Il luogo è incantevole. Dal nulla prende corpo uno spumeggiante torrente che subito si allarga per precipitare fragorosamente verso valle. L’acqua gelida e cristallina che sgorga dalla roccia rende quasi impossibile resistere alla tentazione di riempire le borracce.
Il punto in cui ci troviamo è il più alto dell’escursione e da qui inizia il percorso di rientro. Ripercorrendo il sentiero dell’andata, ignoriamo la vicina traccia diretta a ovest, che riporterebbe sul percorso già seguito e, tenendo la sinistra, proseguiamo verso sud.
Sfiorata un’area di sosta umida e malandata, arriviamo a intercettare (m 810, passerella) il sentiero CAI n. 803 che, salendo, avevamo abbandonato presso la fornace. Da qui, senza problemi di orientamento, proseguiamo in discesa verso sud e torniamo alla “calchera”.
Oltrepassata la costruzione di circa 600 metri, abbandoniamo la stradina n. 803 per deviare a sinistra (tabella con foto e guado) e raggiungere in pochi minuti l’amena radura dove sorgono le Casere Rombaldi (m 661).
Tornati sul n. 803, proseguiamo verso sud accanto al torrente fino a trovare a sinistra, dopo circa 1,5 km, una passerella di legno che permette di superare il corso d’acqua e rientrare, con qualche saliscendi, a Lasen (m 540, 6 h 30’).

Gruppo B (giro ridotto)
Dalla “calchera” torniamo per la stessa via per circa 600 metri, dopodiché deviamo a sinistra (tabella con foto e piccolo guado) e raggiungiamo in pochi minuti l’amena radura dove sorgono le Casere Rombaldi (m 661).
Tornati sul n. 803, proseguiamo verso sud accanto al torrente fino a trovare a sinistra, dopo circa 1,5 km, una passerella di legno che permette di superare il corso d’acqua e rientrare, con qualche saliscendi, a Lasen (m 540, 4 h 30’).

 

NOTE 
La cappella votiva dedicata a Maria; una fornace da calce (“calchera”); le numerose cascate e le sorgenti del Torrente Stien; il bosco di Pian dei Violini con il suo vecchio insediamento; le Casere Rombaldi; la Casera le Buse; il Circolo Culturale Alpino Camillo Bonsembiante; 

Dettagli:

DOVE

Parco Dolomiti Bellunesi

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

470 m

290 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

11 km

8 km

DURATA

6 h 30’

4 h 30’

CARTINA

Zanetti n. 11, scala 1:30000