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Gruppo Montagna Mario Belle'

Dettagli
Pubblicato: 29 Settembre 2026

4 Ottobre 2026: Cansiglio, da passo Crosetta a malga Coro e monte dei Foresti

Testo tratto dal libro “Escursioni in Cansiglio” di Ennio Poletti, Editoriale Programma

Ritrovo

Partenza alle ore 7:00 dal parcheggio del supermercato Cester di Falzè di Trevignano. L’escursione inizia e termina al Passo Crosetta, località del Cansiglio nel comune di Caneva (PN), facilmente raggiungibile da Vittorio Veneto con la SP 422. Presso il valico, un ampio spiazzo consente di parcheggiare comodamente (m 1127).

Escursione

Nella parte nord del parcheggio inizia il sentiero CAI n. 982, con il quale, in leggera salita, ci inoltriamo nel bosco. Non ci sono indicazioni, ma poco più avanti troveremo sia i segnavia bianco-rossi del CAI sia quelli locali con la sigla H2 su sfondo arancione, che ci accompagneranno lungo il tragitto.
Usciti dalla vegetazione, percorriamo un tratto in costa, con due abitazioni più in basso alla nostra sinistra, e poco oltre, dopo una breve discesa, arriviamo a Barce, amena località punteggiata da alcune belle casere ristrutturate.
Seguendo la segnaletica, in breve raggiungiamo una strada forestale che, seguita in salita (tabelle), ci porta a Pian dell’Erba (m 1260), amena località con numerose casere restaurate, circondate da bellissimi prati.
Rimanendo sul sentiero n. 982, attraverso un bellissimo ambiente, avanziamo in leggera salita fino a un piccolo dosso, dove, uscendo per pochi metri dal sentiero (tabella), possiamo raggiungere un interessante cippo confinario della Serenissima. Sul grosso masso sono incise la data del 1660 e la sigla «MZ», a indicare l’anno della prima posa e le iniziali di Marino Zorzi, Podestà di Belluno dal 1659 al 1661. Seguono poi diverse altre iscrizioni impresse negli anni successivi per riaffermare la confinazione.
Tornati sul sentiero principale, caliamo dolcemente fra verdi pascoli punteggiati di massi affioranti fino a intercettare una carrabile che, seguita a sinistra (sud-ovest), in leggera salita ci porta alla vicina Malga Coro (m 1260). Il complesso sorge su un colle da cui si domina la magnifica conca prativa di Campo Cadòlten, delimitata a sud dal sinuoso profilo del Monte dei Foresti, con in vetta due faggi solitari.
Dalla malga scendiamo per la stradina da cui siamo venuti, per poi proseguire verso la vicina Casa Cadòlten (m 1250), struttura di Veneto Agricoltura a carattere sociale, educativo e inclusivo, attualmente gestita da una cooperativa che si occupa di persone in difficoltà. Qui continuiamo in leggera discesa e, passando accanto a una bella chiesetta, arriviamo al capitello di San Floriano (m 1176), dove ci immettiamo sul Sentiero Nino Lot (CAI n. 1036A), che seguiamo a sinistra in lieve salita.
Giunti in prossimità di una malga, dove pascolano mucche Highlander, bovini da carne di origine scozzese con lunghe corna e manto marrone, la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A prosegue per il giro completo, mentre il Gruppo B si accinge a rientrare con il percorso ridotto (m 1230).

GRUPPO A (giro completo)
Lasciando a sinistra la malga, rimaniamo sul n. 1036A diretto a sud; presto raggiungiamo una forcella, da cui, con una breve deviazione a sinistra (est), arriviamo in cima al Monte dei Foresti (m 1250), dove troneggiano due faggi isolati in mezzo ai prati.
Rientrati sul nostro sentiero, perdiamo 150 metri di quota in mezzo a una bella faggeta, per poi risalire fino a Malga Zuel (m 1150) e tornare su terreno aperto, con vista su piacevoli pascoli. Con una comoda sterrata, risaliamo il pendio verso nord e, dopo aver sfiorato un bel borgo rurale ristrutturato, arriviamo a immetterci sulla carrabile già percorsa in mattinata. Da questo punto, per rientrare, ripercorriamo la via dell’andata.

GRUPPO B (giro ridotto)
Vicino al complesso malghivo (m 1230), seguiamo l’indicazione di una tabella che invita a deviare a sinistra (est) sul sentiero diretto a Pra’ dell’Erba. In pochi minuti, la traccia giunge a una casera restaurata e prosegue in leggera discesa per circa 400 m. Giunti sul tornante di una strada bianca, la seguiamo a sinistra (nord-est), in moderata salita, fino a ritrovare, dopo mezzo chilometro, il sentiero n. 982 percorso in mattinata. Da questo punto, il rientro al Passo Crosetta avviene seguendo la via dell’andata.

Principali motivi di interesse
Le amene località Barce, Pian dell’Erba e Campo Cadòlten; la chiesetta in pietra di Campo Cadòlten e lo storico Capitello di San Floriano; Malga Coro; Malga Zuel; un cippo confinario della Repubblica di Venezia; il carsismo a blocchi, particolarmente evidente nel versante nord del Monte dei Foresti; i magnifici boschi; i panorami verso le pianure veneta e friulana.

 

Dettagli:

DOVE

CANSIGLIO

GRUPPO

A (completo)

B (ridotto)

DISLIVELLO

m 410

m 270

QUOTA MAX

m 1250

m 1230

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

km 12

Km 10

DURATA

6 h

5 h

CARTINA

Tabacco n. 012, 1:25000

Dettagli
Pubblicato: 15 Settembre 2026

20 Settembre 2026: Anello di cima Grappa

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Con partenza alle ore 07:00 dal parcheggio del supermercato Cester (Falzè di Trevignano-TV), raggiungiamo il punto di partenza dell’escursione situato presso l’albergo Forcelletto, situato a nord-ovest di Cima Grappa lungo la Strada Cadorna. Provenendo da sud si raggiunge Romano d’Ezzelino, da cui si seguono le indicazioni per il Monte Grappa lungo la SP 148 (Strada Cadorna). Circa 3 km prima della cima, si prosegue a sinistra per Feltre (indicazioni) raggiungendo dopo 5,5 km l’ampio parcheggio dell’albergo suddetto (m 1396).

Escursione

Gruppi A (giro completo) e B (escursione ridotta) riuniti
Dall’albergo Forcelletto imbocchiamo il sentiero CAI n. 910 e percorriamo la bella mulattiera Cadorna, che sale con pendenza moderata lungo il fianco del Monte Pertica. Usciti dal bosco, proseguiamo accompagnati da ampi panorami sul Monte Asolone e sulla Val Cesilla, mentre a est incombono i dirupi della “Nave”, protuberanza nord del Monte Grappa. A un bivio, ignoriamo una tabella che indica il sentiero per la cima dello storico monte e rimaniamo sulla mulattiera, che qui compie un tornante a sinistra. Facilmente, dopo alcune svolte raggiungiamo il crinale con l’osservatorio della “Nave” (m 1770), postazione dalla quale si gode di un magnifico panorama sull’intero Massiccio del Grappa. Da qui, con una stradina asfaltata chiusa al traffico, arriviamo al Rifugio Bassano e al Sacrario Militare, dove sono raccolte le spoglie dei caduti austroungarici e italiani della Grande Guerra. Percorrendo la Via degli Eroi raggiungiamo la chiesetta con la storica statua bronzea della Madonna del Grappa.
Qui termina il percorso ridotto B.
Durante le circa tre ore di attesa della corriera, i partecipanti all’escursione breve potranno visitare con calma il Sacrario, la Galleria Vittorio Emanuele III e sostare presso il Rifugio Bassano. Le modalità per la visita alla galleria verranno comunicate a voce.

GRUPPO A,  escursione completa
Dal parcheggio di Cima Grappa riprendiamo il cammino sul sentiero CAI n. 156, che segue la mulattiera Cadorna nella spettacolare discesa lungo il versante orientale della “Nave”. Attraversando ampie zone prative raggiungiamo il Cason dei Lebi e quindi il Bosco degli Eroi, dove alcune sculture lignee ricordano la Grande Guerra.
Proseguiamo fino a Ca’ Tasson, luogo particolarmente significativo perché, durante il conflitto, le linee dei due eserciti erano qui così vicine che, secondo la tradizione, nei momenti di tregua i soldati potevano dialogare e scambiarsi pane e tabacco.
Raggiunta la conca delle Bocchette, seguiamo il sentiero per Forcelletto, aggirando gli alpeggi della Malga Bocchette di Sopra e, con alcuni saliscendi e belle vedute sulla vallata, ritorniamo al punto di partenza.

 

Principali motivi di interesse
La mulattiera Cadorna; l’osservatorio la “La Nave”; il Sacrario Militare e la Galleria Vittorio Emanuele III; il Rifugio Bassano; il Cason dei Lebi e Ca’ Tasson, luoghi legati alla Grande Guerra; gli ampi panorami; i boschi di faggi e conifere e le fioriture.

 

Dettagli:

DOVE

Monte Grappa

GRUPPO

A (completo)

B (ridotto)

DISLIVELLO

m 460

m 380

QUOTA MAX

m 1775

m 1775

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

km 14

Km 6

DURATA

6 h

3 h

CARTINA

Tabacco n. 051, 1:25000

Dettagli
Pubblicato: 03 Settembre 2026

5-6 Settembre 2026: Val Badia, Rifugio Gardenacia

Foto lungo il percorso

Sabato 5

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Si parte da Falzè di Trevignano sabato alle ore 07.00 e si arriva a la Villa in Val Badia verso le ore 10.00 circa, punto di partenza della nostra escursione.

Escursione

Dalla chiesa di La Villa si prende il sentiero Cai n. 10 che praticamente in piano ci porta al piccolo laghetto di Sompunt; aggiriamo il laghetto e andiamo a prendere il sentiero Cai n. 5 che solo per il primo tratto iniziale sale su una pista da sci. Poi, seguiamo il sentiero fino ad arrivare al rifugio Sponata a metri 1703, stazione a monte della seggiovia che parte da La Vil-la. Seguiamo sempre il sentiero n. 5 verso nord che a zig-zag sale ripidamente attraverso pini mughi fino ad arrivare ad una piccola sella. Si sale quindi al di sotto delle pareti della Gardenacia fino ad arrivare sull'altopiano e al rifugio Gardenacia a metri 2050, con un tempo di 3 ore dalla partenza (comprese le soste). In rifugio è prevista la cena, il pernottamento e la colazione. Per chi volesse, arrivati al rifugio si lascia lo zaino e si può salire il Col PLÖ Alt a metri 2331 con una vista che spazia su tanti gruppi delle Dolomiti.

Dettagli:

  • Durata: 3h
  • Lunghezza: 5,5 km
  • Dislivello salita: 650 m
  • Dislivello in discesa: 50 m

Domenica 6

Foto lungo il percorso

Escursione

Dal rifugio si prende il sentiero Cai n. 11, si supera malga Garde-nacia e lo si segue fino al bivio con il sentiero Cai n. 15; poi si segue il sentiero n. 15 che in salita ci conduce alla forcella Gardenacia, a metri 2548. Superata la forcella si cammina praticamente in piano su un paesaggio lunare fino a raggiungere un bivio, con i sentierio Cai n. 2, e lo si segue fino al rifugio Puez metri 2475,con un tempo di due ore e mezza dal rifugio Gardenacia. Dopo una sosta in rifugio si prende il sentiero Cai n°6, si sale alla forcella de Puez a metri 2517 e da qui in poi segue una lunga discesa fino a Longiarù.

A Longiarù faremo il pranzo in un ristorante con cucina Ladina.

Dettagli:

  • Durata: 5h 30'. circa
  • Lunghezza: 14,2 km
  • Dislivello salita: 60 m
  • Dislivello in discesa: 1242 m

 

Dettagli
Pubblicato: 24 Agosto 2026

30 Agosto 2026: Val Gardena, anello alto e rifugio Firenze

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Con partenza alle ore 6:00 dal parcheggio del supermercato Cester di Falzè (Trevignano), si raggiunge Santa Cristina in Val Gardena. Dalla rotatoria Maciaconi una navetta gratuita conduce alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser, che porta a quota 2092 m, punto di partenza dell’escursione. Chi arriva in auto può parcheggiare presso la partenza dell’impianto (m 1547).

Escursione

Dalla stazione a monte della cabinovia si apre un magnifico panorama sui principali gruppi dolomitici circostanti: Col de la Pieres, Alpe di Stevia, Sella, Sassolungo, Sassopiatto, Catinaccio e, verso nord, le Odle e il Piz Duleda.
Da Col Raiser ci dirigiamo verso il Monte Seceda. Dopo poco più di mezzo chilometro raggiungiamo un bivio a quota 2116 m, dove la comitiva si divide: il Gruppo A segue il sentiero n. 2 per l’escursione completa, mentre il Gruppo B imbocca il n. 4A per il giro ridotto.


GRUPPO A (escursione completa)
Raggiungiamo il Rifugio Fermeda e la vicina chiesetta di Santa Maria Assunta. Proseguendo sul sentiero n. 1A tocchiamo i rifugi Daniel, Mastlè, Sofie e Seceda 2500, fino al belvedere del Monte Seceda (m 2519). La salita, interamente prativa, offre prospettive sempre più spettacolari sulle Odle e sugli altri gruppi dolomitici.
Dalla vetta ammiriamo la Valle di Funes, la Malga Brogles e il Putia. Una tavola orientativa circolare permette inoltre di riconoscere le numerose cime visibili a 360°.
Scendiamo quindi verso la Forcella Pana (m 2439), dalla quale attualmente, per il pericolo di rocce instabili, è vietato scendere verso nord. Proseguiamo poi verso la Malga Pieralongia (m 2297), famosa per il suo caratteristico torrione roccioso e per la cucina semplice.
(*) Dalla Malga Pieralongia continuiamo verso est fin sotto il Sas Rigais; quindi, scendiamo nella Val Cisles e raggiungiamo il Rifugio Firenze (m 2037). Dal vicino incrocio imbocchiamo il sentiero n. 4, che ci riporta a Col Raiser, passando accanto alla Baita Odles, ultimo punto di ristoro dell’escursione.

GRUPPO B (escursione ridotta)
Seguiamo una comoda mulattiera attraverso i pascoli dell’Alpe di Cisles, sempre accompagnati dalla spettacolare vista sulle Odle. In meno di un’ora raggiungiamo la Malga Pieralongia (m 2297).
Da qui il rientro a Col Raiser avviene seguendo lo stesso itinerario del Gruppo A, a partire dal punto contrassegnato con (*).

 

Principali motivi di interesse
Le spettacolari vedute sui principali gruppi dolomitici; i numerosi punti di ristoro; la chiesetta di Santa Maria Assunta; la vetta del Monte Seceda con la tavola orientativa circolare; la Forcella Pana; la Malga Pieralongia con il caratteristico torrione roccioso; i magnifici alpeggi dell’Alpe di Cisles e dell’Alpe di Mastlè.

 

Dettagli:

DOVE

Val Gardena, Parco Nazionale Puez-Odle

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

m 520

m 300

QUOTA MAX

m 2519

m 2310

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

km 12

km 7,5

DURATA

6 h

4 h

CARTINA

Tabacco n. 05, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 29 Luglio 2026

2 Agosto 2026:  Val di Funes - Rifugi e Malghe delle Odle

Testo tratto dal libro “Rifugi delle Dolomiti” di Ennio Poletti, Editoriale Programma

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Con partenza alle ore 6:00 dal parcheggio del supermercato Cester di Falzè (Trevignano), si raggiunge Chiusa (Klausen), in Valle Isarco, e si prosegue fino San Pietro (St. Peter) in Val di Funes (Villnöß). Da qui si seguono le indicazioni per Malga Zannes (Zanseralm), raggiunta la quale si trova un ampio parcheggio a pagamento (m 1689).

Escursione

Dal parcheggio seguiamo la stradina forestale con segnavia CAI n. 36 che, all'interno del bosco, sale in direzione sud-est. In prossimità della Malga Glatsch (Glatschalm (m 1902)) il bosco si apre in una bella radura, dalla quale possiamo godere di una prima veduta del versante settentrionale delle Odle.
Proseguendo a sud della malga, ignoriamo una deviazione per il Rifugio Genova e raggiungiamo il sentiero n. 35 (Adolf Munkel Weg), che corre ai piedi degli imponenti ghiaioni delle Odle (m 1993). Seguendolo verso ovest, possiamo osservare da vicino la Furcheta e il Sas Rigais che, con i loro oltre 3000 metri di quota, dominano l'intero percorso.
Dopo alcuni saliscendi pieghiamo decisamente a destra (nord-ovest) e risaliamo un ripido colle, superandolo lungo un sentiero protetto a valle da staccionate. A un bivio, ben segnalato da pannelli e tabelle (m 2040), la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A affronta il giro completo, mentre il Gruppo B segue l'itinerario ridotto.

GRUPPO A (escursione completa)
Lasciando a destra il sentiero n. 36, rimaniamo sul n. 35 in direzione di Malga Brogles. Quasi subito, in località Angherle, il tracciato perde circa 150 metri di quota e, dopo aver attraversato un torrente, riprende a salire tra conifere via via più rade. Alternando radure e tratti di bosco, guadagniamo quota fino a raggiungere gli spettacolari pascoli di Malga Brogles (m 2045), situata al margine occidentale delle Odle, al cospetto della Forcella Pana e del Monte Seceda.
Per la stessa via ritorniamo al bivio dove ci eravamo separati dagli amici del giro ridotto e, seguendo il loro stesso itinerario (descritto qui sotto), rientriamo al punto di partenza.

GRUPPO B (escursione ridotta)
Lasciato a sinistra il sentiero n. 35 diretto a Malga Brogles, proseguiamo sul n. 36 che conduce rapidamente ai Prati Casnago, un'ampia e luminosa conca punteggiata di maestosi cirmoli, al cui centro sorge l'omonima malga (m 1996).
La struttura offre un ottimo servizio di ristoro e gode di una posizione panoramica privilegiata sull'intero gruppo delle Odle, che possiamo seguire con lo sguardo da est a ovest.
Dopo la sosta per il pranzo scendiamo al vicino Rifugio delle Odle (Geislerhütte) e, poco a valle dell'ampio parco giochi, deviamo a destra seguendo le indicazioni del sentiero n. 36. Attraversata una torbiera su una lunga passerella in legno, proseguiamo in discesa nel bosco fino a raggiungere la radura dove sorge il Rifugio Dusler (Duslerhütte), aperto e dotato di servizio di ristoro (m 1782).
Da qui il panorama torna ad aprirsi e possiamo nuovamente ammirare le affilate guglie delle Odle che svettano sopra le chiome delle conifere. Il sentiero n. 36 continua poi a perdere quota e, avvicinandosi al fondovalle della Val di Funes, piega lentamente verso destra (est), riportandoci in lieve falsopiano al parcheggio di partenza (m 1689).

Principali motivi di interesse
Malga Glatsch (Glatschalm); Malga Casnago (Gschnagenhardt Alm); Rifugio delle Odle (Geislerhütte); Rifugio Dusler (Duslerhütte); Malga Brogles (Brogles Alm); gli straordinari panorami sulle Odle; i magnifici alpeggi con gli animali al pascolo.

 

Dettagli:

DOVE

Val di Funes, Parco Nazionale Puez-Odle

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

m 710

m 430

QUOTA MAX

m 2045

m 2040

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

km 15

km 8,5

DURATA

7 h

4 h

CARTINA

Tabacco n. 05, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 21 Luglio 2026

26 Luglio 2026: Giro dei 4 Rifugi alle Tre Cime di Lavaredo

Testi tratti dai libri “Rifugi delle Dolomiti” e “Guida ai sentieri d’acqua” di Ennio Poletti, Editoriale Programma 

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:00 presso il parcheggio del supermercato di Falzè di Trevignano TV. Si parte per Auronzo.
Da Auronzo o da Cortina d’Ampezzo, con la strada del Passo Tre Croci si raggiunge il Lago di Misurina e si procede seguendo le indicazioni stradali per le Tre Cime di Lavaredo. Oltrepassato il Laghetto d’Antorno, inizia la strada a pagamento che in 5 km conduce agli ampi parcheggi situati nei pressi del Rifugio Auronzo (m 2320).

Escursione

Già dal parcheggio si apre un panorama che da solo vale il pedaggio. Guardando verso ovest, in senso orario, ammiriamo in primo piano i Cadini di Misurina, quindi il Sorapìss, il Cristallo e la Croda Rossa d'Ampezzo. Ma siamo soltanto all'inizio di una vera cavalcata aerea, capace di regalare scorci fra i più spettacolari delle Dolomiti.
Dal Rifugio Auronzo imbocchiamo il sentiero CAI n. 101 e, in lieve falsopiano, ci dirigiamo verso est con il panorama aperto, sulla destra, alle frastagliate guglie dei Cadini e al solco della Val d'Ansiei, con Auronzo e il suo lago visibili circa 1500 metri più in basso. Dopo un quarto d'ora raggiungiamo una piccola cappella dedicata a Maria Ausiliatrice, eretta dalla sezione CAI Cadore in memoria dei caduti della Grande Guerra. Da questo punto l'orizzonte si amplia verso sud-est con il gruppo di Cima Dodici (Croda dei Toni) e le Cime di Passaporto.
Le Tre Cime non sono ancora completamente visibili: si distingue soltanto la Cima Piccola, la più meridionale, mentre ne aggiriamo i ghiaioni fino a raggiungere il Rifugio Lavaredo (m 2405, 40').
Proseguendo per altri 500 metri sul sentiero n. 101 arriviamo a un bivio, segnalato da pannelli e tabelle, dove la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A affronta il giro completo, mentre il Gruppo B segue l'itinerario ridotto.

Gruppo A (giro completo)
Svoltando a destra imbocchiamo il sentiero n. 104 diretto al Rifugio Pian di Cengia.
Dopo aver costeggiato il Laghetto di Lavaredo, la comoda traccia inizia a perdere quota e, aggirando da sud le Cime di Passaporto, si affaccia sul vallone attraversato dal lungo sentiero che ci attende. Raggiunto il punto più basso (circa m 2230), riprendiamo a salire e, dopo alcuni tornanti, sbuchiamo sul magnifico pianoro del Lago di Cengia (m 2330). Il limpido specchio d'acqua giace tra l'omonimo monte, che incombe da sud, e le propaggini sud-orientali delle Crode dei Piani. Il luogo è di rara bellezza e, grazie alla scarsa frequentazione, permette di assaporare tutta la quiete di questo angolo appartato.
Ripreso il cammino, con pendenza moderata ci dirigiamo verso i vasti ghiaioni che chiudono la valle a est. Il sentiero, sempre ben marcato, risale i depositi detritici con ampi tornanti, offrendo vedute sempre più ampie sul lago e sul percorso appena compiuto. Alle nostre spalle emergono progressivamente la slanciata Croda dei Toni e, più a sud, Le Marmarole, l’Antelao e il Sorapiss.
Una piacevole successione di saliscendi precede l'arrivo alla Forcella Pian di Cengia (m 2522), dove una panchina e un crocifisso ligneo accolgono gli escursionisti. Qui ci immettiamo nuovamente nel sentiero n. 101 che, seguito verso destra, conduce in pochi minuti all'omonimo rifugio (m 2528). Con pochi passi ancora verso l'alto, il panorama si completa a est con la frastagliata Cima Undici e il tondeggiante profilo del Monte Pòpera.
Dopo la sosta per il pranzo torniamo alla forcella e, con il gruppo dei Tre Scarperi davanti a noi, iniziamo la discesa verso nord lungo il sentiero n. 101. Aggiriamo da nord-est le Crode dei Piani e il Monte Paterno, godendo di splendide vedute sui Laghi dei Piani, che occhieggiano in basso alla nostra destra.
Un'ultima breve risalita conduce al Rifugio Locatelli (m 2450), ai piedi del Sasso di Sesto. Di fronte a noi le Tre Cime si mostrano finalmente nella loro interezza, con i profili inconfondibili che le hanno rese celebri in tutto il mondo.
Con questa visione davanti agli occhi proseguiamo sul sentiero n. 101 in direzione della ben evidente Forcella Lavaredo, attraversando i ghiaioni alla base del Monte Paterno e delle Cime di Passaporto. Dopo una modesta perdita di quota risaliamo alla forcella (m 2454), dalla quale scendiamo in pochi minuti al Rifugio Lavaredo, già incontrato all'andata.
Si conclude così l'anello alto dell'escursione; seguendo il percorso dell'andata rientriamo infine al parcheggio del Rifugio Auronzo (7 h).

Gruppo B (giro ridotto)
Tenendo la sinistra rimaniamo sul sentiero n. 101 e, con una breve salita, raggiungiamo la Forcella Lavaredo (m 2454). Sull'ampia sella siamo accolti da un panorama di straordinaria bellezza: le incombenti Tre Cime, il Monte Rudo, i Rondoi, la Torre degli Scarperi, il Monte Mattina, la Torre di Toblin, il Monte Paterno e la vicina Croda di Passaporto. Queste vette, fra le più spettacolari delle Dolomiti, fanno da corona al desolato altopiano della Grava Longa, che si estende ai nostri piedi separando le Tre Cime dal Rifugio Locatelli, già visibile in lontananza.
Scendendo verso nord lungo la base dei ghiaioni del Monte Paterno, le Tre Cime si mostrano alle nostre spalle in tutta la loro imponenza, assumendo via via il celebre profilo da cartolina.
Una breve impennata del sentiero precede l'arrivo al Rifugio Locatelli (m 2438, 2 h), situato nell'ampio pianoro compreso tra la Torre di Toblin, il Sasso di Sesto e il Monte Paterno. Qui ci troviamo al cospetto di uno dei panorami più celebri e spettacolari delle Dolomiti, meta irrinunciabile per ogni appassionato di montagna. Il rientro avviene lungo il medesimo itinerario dell'andata (4 h).

Principali motivi di interesse
I rifugi Auronzo, Lavaredo, Pian di Cengia, Locatelli; cinque magnifici laghetti; alcune opere della Grande Guerra; gli amplissimi panorami. 

 

Dettagli:

DOVE

Dolomiti di Auronzo e Parco Naturale Tre Cime

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

m 640

m 330

QUOTA MAX

m 2528

m 2454

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

Km 15

km 9

DURATA

7 h

4 h

CARTINA

Tabacco n. 010, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 09 Luglio 2026

12 Luglio 2026: Trekking del Cristo pensante

Testi tratti dai libri “Dolomiti per tutti” e “Dolomiti Vol II” di Ennio Poletti, Editoriale Programma / DBS-Zanetti Ed.

 

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:30 presso il parcheggio delle poste di Falzè di Trevignano TV.
Il Gruppo A, che compie il percorso completo, parte dal Passo Valles ed effettua una traversata che si conclude al Passo Rolle.
Il Gruppo B segue un giro ridotto con partenza e arrivo al Passo Rolle.
Al termine, le due corriere e i due gruppi si ritrovano al Passo Rolle per il rientro.

Escursione

Gruppo A (giro completo)
Sul lato sud del passo Valles (m 2032) imbocchiamo il sentiero con segnavia CAI n. 751 che, dopo aver lasciato sulla destra una graziosa cappella in legno, inizia a risalire il versante settentrionale della Cima Venegia (o Valles). In questo primo tratto la salita è agevolata da numerosi gradini che stabilizzano il terreno nei punti più ripidi.
Dopo una lunga traversata in costa, il sentiero supera un ripido pendio con alcuni tornanti ravvicinati e raggiunge l'ampia insellatura della Forcella Venegia (m 2217).
Da qui il panorama spazia dalla Marmolada alle vicine Pale di San Martino, che chiudono a sud la sottostante Val Venegia, distesa dolcemente alle falde del Monte Castellazzo.
Imbocchiamo quindi il sentiero CAI n. 749 che, in leggera discesa, attraversa le falde delle cime Caladora e Venegiota e ci conduce alla base del Monte Mulaz, presso la stazione a valle della teleferica di servizio dell'omonimo rifugio (m 1885). Siamo alla testata della Val Venegia, dove proseguiamo verso sud in direzione della Baita Segantini.
Transitando per il Campigòl della Vezzana, godiamo dello straordinario spettacolo offerto dalle Pale di San Martino che, con le loro imponenti pareti, incombono sul nostro cammino. Raggiungiamo quindi le sorgenti del Travignolo, torrente che raccoglie le acque dell'omonimo e piccolo ghiacciaio, ben visibile in alto sulla sinistra. Poco oltre iniziamo a risalire la stradina che, con alcuni tornanti, conduce alla Baita Segantini (m 2170), posta vicino a un laghetto al cospetto dell'inconfondibile profilo del Cimon della Pala.
Da questo punto l'itinerario prosegue con il Trekking del Cristo Pensante già descritto nel giro ridotto (vedi oltre).

 

Gruppo B (giro ridotto)
Dal parcheggio situato appena prima del Passo Rolle, imbocchiamo la stradina sterrata che, con una leggera salita, percorre le propaggini sud-occidentali del Monte Costazza.
Superata la Capanna Cervino (m 2082), raggiungiamo la Baita Segantini (m 2170), preceduta da un laghetto sulle cui acque si specchiano le vette circostanti.
Durante l'avvicinamento alla baita, il panorama sulle Pale di San Martino si amplia progressivamente: Mulaz, Focobon, Bureloni, Vezzana e Cimon della Pala, per ricordare solo le cime più importanti, chiudono la testata della sottostante Val Venegia con i loro straordinari profili.
Poco oltre la baita, una tabella con la scritta "Trekking del Cristo Pensante" invita a piegare a sinistra (nord) lungo una comoda traccia che, in falsopiano, percorre il fianco orientale del Monte Costazza. Accompagnati dai nuovi scorci su Marmolada, Costabella, Cime Bocche e Juribrutto a nord, e dalla verde dorsale che collega il Mulaz a Cima Valles verso est, camminiamo piacevolmente fino a raggiungere il versante orientale del Castellazzo. Qui, con una serie di facili tornanti, saliamo in vetta, dove spicca la candida sagoma del Cristo che, con il viso appoggiato alla mano sinistra e il capo cinto da una corona di filo spinato, guarda pensoso verso occidente con gli occhi socchiusi (m 2333).
Inutile dire che la scultura, immersa in questo straordinario panorama circolare, rende il luogo particolarmente suggestivo e toccante, anche per i non credenti.
Dopo una doverosa sosta contemplativa, proseguiamo verso nord-ovest e scendiamo alla Capanna Cervino, dalla quale, seguendo il percorso dell'andata, rientriamo a Passo Rolle.

 

Principali motivi di interesse
La Forcella Venegia; la testata della Val Venegia; la Baita Segantini; la Capanna Cervino; il Cristo Pensante; gli alpeggi; i panorami spettacolari.

 

Dettagli:

DOVE

Parco Dolomiti Paneveggio e San Martino

GRUPPO

A (traversata)

B (anello)

DISLIVELLO s/d

m 700/750

m 400/400

QUOTA MAX

m 2333

m 2333

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

Km 13

km 8,5

DURATA

7 h

  4 h 30’

CARTINA

Tabacco n. 022, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 09 Luglio 2026

28 Giugno 2026: Lagorai-Giro delle malghe da  passo Rèdebus

Foto lungo il percorso

 

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:30 presso supermercato Cester, Falzè di Trevignano TV.
L’escursione prende avvio dal Passo Rèdebus, valico stradale che collega l’Altopiano di Piné con la Valle dei Mòcheni, dove è possibile lasciare i mezzi.

Escursione

Dal punto di partenza si possono seguire due itinerari: uno completo e uno ridotto.


Percorso completo


Il percorso sale gradualmente attraversando boschi e zone aperte fino a raggiungere una quota più elevata, dove il panorama si amplia sulle principali cime della catena del Lagorai e sulle montagne circostanti. Superato il Passo Polpen, si prosegue in discesa verso Malga Stramaiolo Alta, importante punto panoramico con splendide vedute sulle Dolomiti di Brenta.
Il cammino continua quindi passando per Malga Stramaiolo Bassa e Malga Pontara, entrambe situate in ambienti alpestri di grande fascino, prima di rientrare al Passo Rèdebus attraverso sentieri e strade forestali.


Percorso ridotto


L’itinerario più breve segue un tracciato più semplice e panoramico che conduce dapprima a Malga Pontara e successivamente alle malghe Stramaiolo, attraversando ampi pascoli e offrendo belle aperture verso le montagne circostanti. Il rientro avviene ripercorrendo il tratto di salita.
Un’escursione varia, adatta a chi desidera conoscere gli ambienti del Lagorai tra boschi, pascoli, malghe e ampi panorami sulle montagne trentine.


MOTIVI DI INTERESSE
Un tratto dell’Alta Via del Porfido; il Passo Polpen; la Malga Stramaiolo alta; la Malga Stramaiolo bassa; la Malga Pontara; l’ex Malga Regnana; gli amplissimi panorami.

 

Dettagli:

DOVE

LAGORAI OCCIDENTALE

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

550 m

280 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

11 km

9 km

DURATA

6 h

4 h 30’

CARTINA

Tabacco n. 062, 1:25.000

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  • 12 Aprile 2026: Sentiero Maurizio e Lucio e Molinetto della Croda
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