Gruppo Montagna Mario Belle'
- Dettagli
5-6 Settembre 2026: Val Badia, Rifugio Gardenacia
Sabato 5
Foto lungo il percorso
Ritrovo
Si parte da Falzè di Trevignano sabato alle ore 07.00 e si arriva a la Villa in Val Badia verso le ore 10.00 circa, punto di partenza della nostra escursione.
Escursione
Dalla chiesa di La Villa si prende il sentiero Cai n. 10 che praticamente in piano ci porta al piccolo laghetto di Sompunt; aggiriamo il laghetto e andiamo a prendere il sentiero Cai n. 5 che solo per il primo tratto iniziale sale su una pista da sci. Poi, seguiamo il sentiero fino ad arrivare al rifugio Sponata a metri 1703, stazione a monte della seggiovia che parte da La Vil-la. Seguiamo sempre il sentiero n. 5 verso nord che a zig-zag sale ripidamente attraverso pini mughi fino ad arrivare ad una piccola sella. Si sale quindi al di sotto delle pareti della Gardenacia fino ad arrivare sull'altopiano e al rifugio Gardenacia a metri 2050, con un tempo di 3 ore dalla partenza (comprese le soste). In rifugio è prevista la cena, il pernottamento e la colazione. Per chi volesse, arrivati al rifugio si lascia lo zaino e si può salire il Col PLÖ Alt a metri 2331 con una vista che spazia su tanti gruppi delle Dolomiti.
Dettagli:
- Durata: 3h
- Lunghezza: 5,5 km
- Dislivello salita: 650 m
- Dislivello in discesa: 50 m
Domenica 6
Foto lungo il percorso
Escursione
Dal rifugio si prende il sentiero Cai n. 11, si supera malga Garde-nacia e lo si segue fino al bivio con il sentiero Cai n. 15; poi si segue il sentiero n. 15 che in salita ci conduce alla forcella Gardenacia, a metri 2548. Superata la forcella si cammina praticamente in piano su un paesaggio lunare fino a raggiungere un bivio, con i sentierio Cai n. 2, e lo si segue fino al rifugio Puez metri 2475,con un tempo di due ore e mezza dal rifugio Gardenacia. Dopo una sosta in rifugio si prende il sentiero Cai n°6, si sale alla forcella de Puez a metri 2517 e da qui in poi segue una lunga discesa fino a Longiarù.
A Longiarù faremo il pranzo in un ristorante con cucina Ladina.
Dettagli:
- Durata: 5h 30'. circa
- Lunghezza: 14,2 km
- Dislivello salita: 60 m
- Dislivello in discesa: 1242 m
- Dettagli
30 Agosto 2026: Val Gardena, anello alto e rifugio Firenze
Foto lungo il percorso
Ritrovo
Con partenza alle ore 6:00 dal parcheggio del supermercato Cester di Falzè (Trevignano), si raggiunge Santa Cristina in Val Gardena. Dalla rotatoria Maciaconi una navetta gratuita conduce alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser, che porta a quota 2092 m, punto di partenza dell’escursione. Chi arriva in auto può parcheggiare presso la partenza dell’impianto (m 1547).
Escursione
Dalla stazione a monte della cabinovia si apre un magnifico panorama sui principali gruppi dolomitici circostanti: Col de la Pieres, Alpe di Stevia, Sella, Sassolungo, Sassopiatto, Catinaccio e, verso nord, le Odle e il Piz Duleda.
Da Col Raiser ci dirigiamo verso il Monte Seceda. Dopo poco più di mezzo chilometro raggiungiamo un bivio a quota 2116 m, dove la comitiva si divide: il Gruppo A segue il sentiero n. 2 per l’escursione completa, mentre il Gruppo B imbocca il n. 4A per il giro ridotto.
GRUPPO A (escursione completa)
Raggiungiamo il Rifugio Fermeda e la vicina chiesetta di Santa Maria Assunta. Proseguendo sul sentiero n. 1A tocchiamo i rifugi Daniel, Mastlè, Sofie e Seceda 2500, fino al belvedere del Monte Seceda (m 2519). La salita, interamente prativa, offre prospettive sempre più spettacolari sulle Odle e sugli altri gruppi dolomitici.
Dalla vetta ammiriamo la Valle di Funes, la Malga Brogles e il Putia. Una tavola orientativa circolare permette inoltre di riconoscere le numerose cime visibili a 360°.
Scendiamo quindi verso la Forcella Pana (m 2439), dalla quale attualmente, per il pericolo di rocce instabili, è vietato scendere verso nord. Proseguiamo poi verso la Malga Pieralongia (m 2297), famosa per il suo caratteristico torrione roccioso e per la cucina semplice.
(*) Dalla Malga Pieralongia continuiamo verso est fin sotto il Sas Rigais; quindi, scendiamo nella Val Cisles e raggiungiamo il Rifugio Firenze (m 2037). Dal vicino incrocio imbocchiamo il sentiero n. 4, che ci riporta a Col Raiser, passando accanto alla Baita Odles, ultimo punto di ristoro dell’escursione.
GRUPPO B (escursione ridotta)
Seguiamo una comoda mulattiera attraverso i pascoli dell’Alpe di Cisles, sempre accompagnati dalla spettacolare vista sulle Odle. In meno di un’ora raggiungiamo la Malga Pieralongia (m 2297).
Da qui il rientro a Col Raiser avviene seguendo lo stesso itinerario del Gruppo A, a partire dal punto contrassegnato con (*).
Principali motivi di interesse
Le spettacolari vedute sui principali gruppi dolomitici; i numerosi punti di ristoro; la chiesetta di Santa Maria Assunta; la vetta del Monte Seceda con la tavola orientativa circolare; la Forcella Pana; la Malga Pieralongia con il caratteristico torrione roccioso; i magnifici alpeggi dell’Alpe di Cisles e dell’Alpe di Mastlè.
Dettagli:
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DOVE |
Val Gardena, Parco Nazionale Puez-Odle |
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GRUPPO |
A |
B |
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DISLIVELLO |
m 520 |
m 300 |
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QUOTA MAX |
m 2519 |
m 2310 |
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DIFFICOLTÀ |
E |
E |
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LUNGHEZZA |
km 12 |
km 7,5 |
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DURATA |
6 h |
4 h |
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CARTINA |
Tabacco n. 05, 1:25.000 |
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- Dettagli
2 Agosto 2026: Val di Funes - Rifugi e Malghe delle Odle
Testo tratto dal libro “Rifugi delle Dolomiti” di Ennio Poletti, Editoriale Programma
Foto lungo il percorso
Ritrovo
Con partenza alle ore 6:00 dal parcheggio del supermercato Cester di Falzè (Trevignano), si raggiunge Chiusa (Klausen), in Valle Isarco, e si prosegue fino San Pietro (St. Peter) in Val di Funes (Villnöß). Da qui si seguono le indicazioni per Malga Zannes (Zanseralm), raggiunta la quale si trova un ampio parcheggio a pagamento (m 1689).
Escursione
Dal parcheggio seguiamo la stradina forestale con segnavia CAI n. 36 che, all'interno del bosco, sale in direzione sud-est. In prossimità della Malga Glatsch (Glatschalm (m 1902)) il bosco si apre in una bella radura, dalla quale possiamo godere di una prima veduta del versante settentrionale delle Odle.
Proseguendo a sud della malga, ignoriamo una deviazione per il Rifugio Genova e raggiungiamo il sentiero n. 35 (Adolf Munkel Weg), che corre ai piedi degli imponenti ghiaioni delle Odle (m 1993). Seguendolo verso ovest, possiamo osservare da vicino la Furcheta e il Sas Rigais che, con i loro oltre 3000 metri di quota, dominano l'intero percorso.
Dopo alcuni saliscendi pieghiamo decisamente a destra (nord-ovest) e risaliamo un ripido colle, superandolo lungo un sentiero protetto a valle da staccionate. A un bivio, ben segnalato da pannelli e tabelle (m 2040), la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A affronta il giro completo, mentre il Gruppo B segue l'itinerario ridotto.
GRUPPO A (escursione completa)
Lasciando a destra il sentiero n. 36, rimaniamo sul n. 35 in direzione di Malga Brogles. Quasi subito, in località Angherle, il tracciato perde circa 150 metri di quota e, dopo aver attraversato un torrente, riprende a salire tra conifere via via più rade. Alternando radure e tratti di bosco, guadagniamo quota fino a raggiungere gli spettacolari pascoli di Malga Brogles (m 2045), situata al margine occidentale delle Odle, al cospetto della Forcella Pana e del Monte Seceda.
Per la stessa via ritorniamo al bivio dove ci eravamo separati dagli amici del giro ridotto e, seguendo il loro stesso itinerario (descritto qui sotto), rientriamo al punto di partenza.
GRUPPO B (escursione ridotta)
Lasciato a sinistra il sentiero n. 35 diretto a Malga Brogles, proseguiamo sul n. 36 che conduce rapidamente ai Prati Casnago, un'ampia e luminosa conca punteggiata di maestosi cirmoli, al cui centro sorge l'omonima malga (m 1996).
La struttura offre un ottimo servizio di ristoro e gode di una posizione panoramica privilegiata sull'intero gruppo delle Odle, che possiamo seguire con lo sguardo da est a ovest.
Dopo la sosta per il pranzo scendiamo al vicino Rifugio delle Odle (Geislerhütte) e, poco a valle dell'ampio parco giochi, deviamo a destra seguendo le indicazioni del sentiero n. 36. Attraversata una torbiera su una lunga passerella in legno, proseguiamo in discesa nel bosco fino a raggiungere la radura dove sorge il Rifugio Dusler (Duslerhütte), aperto e dotato di servizio di ristoro (m 1782).
Da qui il panorama torna ad aprirsi e possiamo nuovamente ammirare le affilate guglie delle Odle che svettano sopra le chiome delle conifere. Il sentiero n. 36 continua poi a perdere quota e, avvicinandosi al fondovalle della Val di Funes, piega lentamente verso destra (est), riportandoci in lieve falsopiano al parcheggio di partenza (m 1689).
Principali motivi di interesse
Malga Glatsch (Glatschalm); Malga Casnago (Gschnagenhardt Alm); Rifugio delle Odle (Geislerhütte); Rifugio Dusler (Duslerhütte); Malga Brogles (Brogles Alm); gli straordinari panorami sulle Odle; i magnifici alpeggi con gli animali al pascolo.
Dettagli:
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DOVE |
Val di Funes, Parco Nazionale Puez-Odle |
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GRUPPO |
A |
B |
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DISLIVELLO |
m 710 |
m 430 |
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QUOTA MAX |
m 2045 |
m 2040 |
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DIFFICOLTÀ |
E |
E |
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LUNGHEZZA |
km 15 |
km 8,5 |
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DURATA |
7 h |
4 h |
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CARTINA |
Tabacco n. 05, 1:25.000 |
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- Dettagli
26 Luglio 2026: Giro dei 4 Rifugi alle Tre Cime di Lavaredo
Testi tratti dai libri “Rifugi delle Dolomiti” e “Guida ai sentieri d’acqua” di Ennio Poletti, Editoriale Programma
Foto lungo il percorso
Ritrovo
Ritrovo alle ore 6:00 presso il parcheggio del supermercato di Falzè di Trevignano TV. Si parte per Auronzo.
Da Auronzo o da Cortina d’Ampezzo, con la strada del Passo Tre Croci si raggiunge il Lago di Misurina e si procede seguendo le indicazioni stradali per le Tre Cime di Lavaredo. Oltrepassato il Laghetto d’Antorno, inizia la strada a pagamento che in 5 km conduce agli ampi parcheggi situati nei pressi del Rifugio Auronzo (m 2320).
Escursione
Già dal parcheggio si apre un panorama che da solo vale il pedaggio. Guardando verso ovest, in senso orario, ammiriamo in primo piano i Cadini di Misurina, quindi il Sorapìss, il Cristallo e la Croda Rossa d'Ampezzo. Ma siamo soltanto all'inizio di una vera cavalcata aerea, capace di regalare scorci fra i più spettacolari delle Dolomiti.
Dal Rifugio Auronzo imbocchiamo il sentiero CAI n. 101 e, in lieve falsopiano, ci dirigiamo verso est con il panorama aperto, sulla destra, alle frastagliate guglie dei Cadini e al solco della Val d'Ansiei, con Auronzo e il suo lago visibili circa 1500 metri più in basso. Dopo un quarto d'ora raggiungiamo una piccola cappella dedicata a Maria Ausiliatrice, eretta dalla sezione CAI Cadore in memoria dei caduti della Grande Guerra. Da questo punto l'orizzonte si amplia verso sud-est con il gruppo di Cima Dodici (Croda dei Toni) e le Cime di Passaporto.
Le Tre Cime non sono ancora completamente visibili: si distingue soltanto la Cima Piccola, la più meridionale, mentre ne aggiriamo i ghiaioni fino a raggiungere il Rifugio Lavaredo (m 2405, 40').
Proseguendo per altri 500 metri sul sentiero n. 101 arriviamo a un bivio, segnalato da pannelli e tabelle, dove la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A affronta il giro completo, mentre il Gruppo B segue l'itinerario ridotto.
Gruppo A (giro completo)
Svoltando a destra imbocchiamo il sentiero n. 104 diretto al Rifugio Pian di Cengia.
Dopo aver costeggiato il Laghetto di Lavaredo, la comoda traccia inizia a perdere quota e, aggirando da sud le Cime di Passaporto, si affaccia sul vallone attraversato dal lungo sentiero che ci attende. Raggiunto il punto più basso (circa m 2230), riprendiamo a salire e, dopo alcuni tornanti, sbuchiamo sul magnifico pianoro del Lago di Cengia (m 2330). Il limpido specchio d'acqua giace tra l'omonimo monte, che incombe da sud, e le propaggini sud-orientali delle Crode dei Piani. Il luogo è di rara bellezza e, grazie alla scarsa frequentazione, permette di assaporare tutta la quiete di questo angolo appartato.
Ripreso il cammino, con pendenza moderata ci dirigiamo verso i vasti ghiaioni che chiudono la valle a est. Il sentiero, sempre ben marcato, risale i depositi detritici con ampi tornanti, offrendo vedute sempre più ampie sul lago e sul percorso appena compiuto. Alle nostre spalle emergono progressivamente la slanciata Croda dei Toni e, più a sud, Le Marmarole, l’Antelao e il Sorapiss.
Una piacevole successione di saliscendi precede l'arrivo alla Forcella Pian di Cengia (m 2522), dove una panchina e un crocifisso ligneo accolgono gli escursionisti. Qui ci immettiamo nuovamente nel sentiero n. 101 che, seguito verso destra, conduce in pochi minuti all'omonimo rifugio (m 2528). Con pochi passi ancora verso l'alto, il panorama si completa a est con la frastagliata Cima Undici e il tondeggiante profilo del Monte Pòpera.
Dopo la sosta per il pranzo torniamo alla forcella e, con il gruppo dei Tre Scarperi davanti a noi, iniziamo la discesa verso nord lungo il sentiero n. 101. Aggiriamo da nord-est le Crode dei Piani e il Monte Paterno, godendo di splendide vedute sui Laghi dei Piani, che occhieggiano in basso alla nostra destra.
Un'ultima breve risalita conduce al Rifugio Locatelli (m 2450), ai piedi del Sasso di Sesto. Di fronte a noi le Tre Cime si mostrano finalmente nella loro interezza, con i profili inconfondibili che le hanno rese celebri in tutto il mondo.
Con questa visione davanti agli occhi proseguiamo sul sentiero n. 101 in direzione della ben evidente Forcella Lavaredo, attraversando i ghiaioni alla base del Monte Paterno e delle Cime di Passaporto. Dopo una modesta perdita di quota risaliamo alla forcella (m 2454), dalla quale scendiamo in pochi minuti al Rifugio Lavaredo, già incontrato all'andata.
Si conclude così l'anello alto dell'escursione; seguendo il percorso dell'andata rientriamo infine al parcheggio del Rifugio Auronzo (7 h).
Gruppo B (giro ridotto)
Tenendo la sinistra rimaniamo sul sentiero n. 101 e, con una breve salita, raggiungiamo la Forcella Lavaredo (m 2454). Sull'ampia sella siamo accolti da un panorama di straordinaria bellezza: le incombenti Tre Cime, il Monte Rudo, i Rondoi, la Torre degli Scarperi, il Monte Mattina, la Torre di Toblin, il Monte Paterno e la vicina Croda di Passaporto. Queste vette, fra le più spettacolari delle Dolomiti, fanno da corona al desolato altopiano della Grava Longa, che si estende ai nostri piedi separando le Tre Cime dal Rifugio Locatelli, già visibile in lontananza.
Scendendo verso nord lungo la base dei ghiaioni del Monte Paterno, le Tre Cime si mostrano alle nostre spalle in tutta la loro imponenza, assumendo via via il celebre profilo da cartolina.
Una breve impennata del sentiero precede l'arrivo al Rifugio Locatelli (m 2438, 2 h), situato nell'ampio pianoro compreso tra la Torre di Toblin, il Sasso di Sesto e il Monte Paterno. Qui ci troviamo al cospetto di uno dei panorami più celebri e spettacolari delle Dolomiti, meta irrinunciabile per ogni appassionato di montagna. Il rientro avviene lungo il medesimo itinerario dell'andata (4 h).
Principali motivi di interesse
I rifugi Auronzo, Lavaredo, Pian di Cengia, Locatelli; cinque magnifici laghetti; alcune opere della Grande Guerra; gli amplissimi panorami.
Dettagli:
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DOVE |
Dolomiti di Auronzo e Parco Naturale Tre Cime |
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GRUPPO |
A |
B |
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DISLIVELLO |
m 640 |
m 330 |
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QUOTA MAX |
m 2528 |
m 2454 |
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DIFFICOLTÀ |
E |
E |
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LUNGHEZZA |
Km 15 |
km 9 |
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DURATA |
7 h |
4 h |
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CARTINA |
Tabacco n. 010, 1:25.000 |
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- Dettagli
12 Luglio 2026: Trekking del Cristo pensante
Testi tratti dai libri “Dolomiti per tutti” e “Dolomiti Vol II” di Ennio Poletti, Editoriale Programma / DBS-Zanetti Ed.
Foto lungo il percorso
Ritrovo
Ritrovo alle ore 6:30 presso il parcheggio delle poste di Falzè di Trevignano TV.
Il Gruppo A, che compie il percorso completo, parte dal Passo Valles ed effettua una traversata che si conclude al Passo Rolle.
Il Gruppo B segue un giro ridotto con partenza e arrivo al Passo Rolle.
Al termine, le due corriere e i due gruppi si ritrovano al Passo Rolle per il rientro.
Escursione
Gruppo A (giro completo)
Sul lato sud del passo Valles (m 2032) imbocchiamo il sentiero con segnavia CAI n. 751 che, dopo aver lasciato sulla destra una graziosa cappella in legno, inizia a risalire il versante settentrionale della Cima Venegia (o Valles). In questo primo tratto la salita è agevolata da numerosi gradini che stabilizzano il terreno nei punti più ripidi.
Dopo una lunga traversata in costa, il sentiero supera un ripido pendio con alcuni tornanti ravvicinati e raggiunge l'ampia insellatura della Forcella Venegia (m 2217).
Da qui il panorama spazia dalla Marmolada alle vicine Pale di San Martino, che chiudono a sud la sottostante Val Venegia, distesa dolcemente alle falde del Monte Castellazzo.
Imbocchiamo quindi il sentiero CAI n. 749 che, in leggera discesa, attraversa le falde delle cime Caladora e Venegiota e ci conduce alla base del Monte Mulaz, presso la stazione a valle della teleferica di servizio dell'omonimo rifugio (m 1885). Siamo alla testata della Val Venegia, dove proseguiamo verso sud in direzione della Baita Segantini.
Transitando per il Campigòl della Vezzana, godiamo dello straordinario spettacolo offerto dalle Pale di San Martino che, con le loro imponenti pareti, incombono sul nostro cammino. Raggiungiamo quindi le sorgenti del Travignolo, torrente che raccoglie le acque dell'omonimo e piccolo ghiacciaio, ben visibile in alto sulla sinistra. Poco oltre iniziamo a risalire la stradina che, con alcuni tornanti, conduce alla Baita Segantini (m 2170), posta vicino a un laghetto al cospetto dell'inconfondibile profilo del Cimon della Pala.
Da questo punto l'itinerario prosegue con il Trekking del Cristo Pensante già descritto nel giro ridotto (vedi oltre).
Gruppo B (giro ridotto)
Dal parcheggio situato appena prima del Passo Rolle, imbocchiamo la stradina sterrata che, con una leggera salita, percorre le propaggini sud-occidentali del Monte Costazza.
Superata la Capanna Cervino (m 2082), raggiungiamo la Baita Segantini (m 2170), preceduta da un laghetto sulle cui acque si specchiano le vette circostanti.
Durante l'avvicinamento alla baita, il panorama sulle Pale di San Martino si amplia progressivamente: Mulaz, Focobon, Bureloni, Vezzana e Cimon della Pala, per ricordare solo le cime più importanti, chiudono la testata della sottostante Val Venegia con i loro straordinari profili.
Poco oltre la baita, una tabella con la scritta "Trekking del Cristo Pensante" invita a piegare a sinistra (nord) lungo una comoda traccia che, in falsopiano, percorre il fianco orientale del Monte Costazza. Accompagnati dai nuovi scorci su Marmolada, Costabella, Cime Bocche e Juribrutto a nord, e dalla verde dorsale che collega il Mulaz a Cima Valles verso est, camminiamo piacevolmente fino a raggiungere il versante orientale del Castellazzo. Qui, con una serie di facili tornanti, saliamo in vetta, dove spicca la candida sagoma del Cristo che, con il viso appoggiato alla mano sinistra e il capo cinto da una corona di filo spinato, guarda pensoso verso occidente con gli occhi socchiusi (m 2333).
Inutile dire che la scultura, immersa in questo straordinario panorama circolare, rende il luogo particolarmente suggestivo e toccante, anche per i non credenti.
Dopo una doverosa sosta contemplativa, proseguiamo verso nord-ovest e scendiamo alla Capanna Cervino, dalla quale, seguendo il percorso dell'andata, rientriamo a Passo Rolle.
Principali motivi di interesse
La Forcella Venegia; la testata della Val Venegia; la Baita Segantini; la Capanna Cervino; il Cristo Pensante; gli alpeggi; i panorami spettacolari.
Dettagli:
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DOVE |
Parco Dolomiti Paneveggio e San Martino |
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GRUPPO |
A (traversata) |
B (anello) |
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DISLIVELLO s/d |
m 700/750 |
m 400/400 |
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QUOTA MAX |
m 2333 |
m 2333 |
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DIFFICOLTÀ |
E |
E |
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LUNGHEZZA |
Km 13 |
km 8,5 |
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DURATA |
7 h |
4 h 30’ |
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CARTINA |
Tabacco n. 022, 1:25.000 |
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- Dettagli
28 Giugno 2026: Lagorai-Giro delle malghe da passo Rèdebus
Foto lungo il percorso
Ritrovo
Ritrovo alle ore 6:30 presso supermercato Cester, Falzè di Trevignano TV.
L’escursione prende avvio dal Passo Rèdebus, valico stradale che collega l’Altopiano di Piné con la Valle dei Mòcheni, dove è possibile lasciare i mezzi.
Escursione
Dal punto di partenza si possono seguire due itinerari: uno completo e uno ridotto.
Percorso completo
Il percorso sale gradualmente attraversando boschi e zone aperte fino a raggiungere una quota più elevata, dove il panorama si amplia sulle principali cime della catena del Lagorai e sulle montagne circostanti. Superato il Passo Polpen, si prosegue in discesa verso Malga Stramaiolo Alta, importante punto panoramico con splendide vedute sulle Dolomiti di Brenta. Il cammino continua quindi passando per Malga Stramaiolo Bassa e Malga Pontara, entrambe situate in ambienti alpestri di grande fascino, prima di rientrare al Passo Rèdebus attraverso sentieri e strade forestali.
Percorso ridotto
L’itinerario più breve segue un tracciato più semplice e panoramico che conduce dapprima a Malga Pontara e successivamente alle malghe Stramaiolo, attraversando ampi pascoli e offrendo belle aperture verso le montagne circostanti. Il rientro avviene ripercorrendo il tratto di salita.
Un’escursione varia, adatta a chi desidera conoscere gli ambienti del Lagorai tra boschi, pascoli, malghe e ampi panorami sulle montagne trentine.
MOTIVI DI INTERESSE
Un tratto dell’Alta Via del Porfido; il Passo Polpen; la Malga Stramaiolo alta; la Malga Stramaiolo bassa; la Malga Pontara; l’ex Malga Regnana; gli amplissimi panorami.
Dettagli:
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DOVE |
LAGORAI OCCIDENTALE |
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GRUPPO |
A |
B |
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DISLIVELLO |
550 m |
280 m |
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DIFFICOLTÀ |
E |
E |
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LUNGHEZZA |
11 km |
9 km |
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DURATA |
6 h |
4 h 30’ |
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CARTINA |
Tabacco n. 062, 1:25.000 |
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- Dettagli
14 Giugno 2026: Val Venosta. In bicicletta da Malles a Merano
Foto lungo il percorso
Ritrovo
Partenza alle ore 05.30 dal parcheggio del supermercato Cester a Falzè di Trevignano.
Durante il percorso faremo una tappa colazione in autogrill, arriveremo a Malles Venosta verso le ore 10.00 circa.
Dopo aver preso le bici, non è obbligatorio il casco, si consiglioa un zainetto con una felpa o un giubbino antivento, le previsioni meteo sono buone, ognuno è libero di percorrere la ciclabile della Val Venosta tenendo presente che dobbiamo consegnare le bici alla stazione ferroviaria di Merano entro le ore 16.00, pertanto avremo a disposizione 5 ore per percorrere i 58 km della ciclabile. Per il pranzo ognuno è libero, lungo il percorso attraverseremo diversi paesi molto caratteristici, Malles, Glorenza, Prato allo Stelvio, Lasa, Silandro , Castelbello, Naturno, Parcines, Lagundo,(qui si passa davanti alla birreria Forst) e si arriva a Merano alla stazione ferroviaria,vale la pena soffermarsi ogni tanto e fare qualche foto abbiamo tempo a disposizione.
Per ulteriori chiarimenti saremo più precisi alla partenza, saremo assistiti dall'azienda che ci noleggia le bici.
- Dettagli
31 Maggio 2026: Malghe Longara e sentiero del silenzio
Testo tratto dal libro Escursioni sull’Altopiano di Asiago, di Ennio Poletti, Editoriale Programma
Foto lungo il percorso
Ritrovo
Il ritrovo presso il parcheggio del supermenrcato Cester alle 7.00 per Gallio, il punto di partenza dell’escursione è il parcheggio dell’area sciistica Gallio 2000 (Melette). Per raggiungerlo, dal centro di Gallio si prosegue per 350 metri in direzione di Foza (tabelle), dopo di che, svoltando a sinistra (tabella), si imbocca una strada asfaltata in ottime condizioni che in 4 km porta all'ampio parcheggio sopra citato (m 1430).
Escursione
Dal parcheggio imbocchiamo, sul lato nord, una strada sterrata che si dirige verso ovest, indicata da una tabella per Malga Longara di Sotto. Il percorso sale dolcemente attraversando dapprima il bosco, poi i prati della pista da sci del Monte Ongara, fino a raggiungere Croce di Ongara (m 1527), dove incontriamo il sentiero CAI 850 proveniente da Gallio. Seguendo il panoramico crinale meridionale del Monte Baldo, circondati da ampi pascoli, arriviamo a Malga Longara di Sotto (m 1614, 1 h), ottimo punto di ristoro con prodotti tipici e dolci casalinghi.
Più avanti, incontriamo il suggestivo Libr’Albero, scultura ricavata da un abete abbattuto nel 2018 dalla tempesta Vaia e dedicata a Mario Rigoni Stern, illustre cittadino dell’Altopiano. Proseguendo sul crinale, con vedute che spaziano dalle Pale di San Martino alle Vette Feltrine, raggiungiamo Malga Longara di Dietro (m 1655), anch’essa attrezzata per offrire ristoro. Poco oltre, una breve deviazione conduce all’Altare di Papa Giovanni Paolo II (m 1670), realizzato per ricordare la visita del pontefice nel 1998. Da qui, seguendo le indicazioni, in una quindicina di minuti arriviamo all’Osservatorio del Monte Cimon (m 1700), importante presidio italiano durante la Prima Guerra Mondiale rivolto alle linee nemiche posizionate sul Monte Zebio (pannelli esplicativi).
Ritornati sui nostri passi, scendiamo verso una pozza d’abbeveraggio seguendo le indicazioni CAI per Casara Fiaretta. Attraversato il bosco, raggiungiamo una strada forestale dove la comitiva si divide: il gruppo A prosegue a sinistra per completare l’anello più lungo, mentre il gruppo B si prepara al rientro.
Gruppo A
Seguendo il sentiero CAI n. 850 verso nord, aggiriamo da sud-ovest il Monte Fiara e, dopo alcuni saliscendi, raggiungiamo la splendida radura di Casara Fiaretta (m 1652). Poco oltre passiamo accanto alla Fontana degli Alpini e, a un bivio successivo, tenendo la destra intercettiamo il Sentiero del Silenzio, itinerario tematico dedicato alla Grande Guerra arricchito da dieci installazioni artistiche e pannelli didattici. Percorriamo così i 1,5 km del suggestivo tracciato commemorativo, al termine del quale sbuchiamo nei pressi del Rifugio Campomuletto (m 1602), ottimo punto per una breve sosta.
Risaliti al Passo Campomulo (m 1630), imbocchiamo un sentiero non segnalato che taglia i tornanti della strada asfaltata e conduce rapidamente al Rifugio Campomulo (m 1530). Da qui continuiamo in discesa lungo facili tracce parallele alla strada, passando accanto a Malga Busa Fonda e alla caratteristica Chiesetta degli Alpini. Sfiorata un’ultima pozza d’abbeveraggio frequentata dalle mucche al pascolo, rientriamo infine al punto di partenza (m 1430, circa 6 h 30’).
Gruppo B
Svoltando a destra in discesa, in breve confluiamo in una più ampia strada forestale che permette di scendere comodamente al Rifugio Campomulo (m 1530). Da qui seguiamo in discesa il medesimo itinerario di rientro del gruppo A. Lungo facili tracce parallele alla strada asfaltata, passiamo accanto a Malga Busa Fonda e alla Chiesetta degli Alpini, fino a tornare al parcheggio di partenza (m 1430, circa 4 h 30’).
NOTE
Principali motivi d’interesse
La Malga Longara Davanti; il Libr’Albero; la Malga Longara di Dietro; l’altare di Papa Giovanni Paolo II; l’Osservatorio del Monte Cimon; la Casara Fiaretta; la Fontana degli Alpini; il Sentiero del Silenzio; il Rifugio Campomuletto; il Rifugio Campomulo; la Malga Busa Fonda; la Chiesetta degli Alpini; i magnifici alpeggi; le stratificazioni di rosso ammonitico (Libri di Roccia); gli ampi panorami.
Dettagli:
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DOVE |
Altopiano di Asiago |
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GRUPPO |
A |
B |
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DISLIVELLO |
400 m |
280 m |
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DIFFICOLTÀ |
E |
E |
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LUNGHEZZA |
15 km |
9 km |
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DURATA |
6 h 30’ |
4 h 30’ |
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CARTINA |
Tabacco n. 050, scala 1:25.000 |
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