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  • 12 Luglio 2026: Trekking del Cristo pensante
  • 28 Giugno 2026: Lagorai
  • 14 Giugno 2026: Val Venosta. In bicicletta da Malles a Merano
  • 31 Maggio 2026: Malghe Longara e sentiero del silenzio
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Gruppo Montagna Mario Belle'

Dettagli
Pubblicato: 09 Luglio 2026

12 Luglio 2026: Trekking del Cristo pensante

Testi tratti dai libri “Dolomiti per tutti” e “Dolomiti Vol II” di Ennio Poletti, Editoriale Programma / DBS-Zanetti Ed.

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:30 presso il parcheggio delle poste di Falzè di Trevignano TV.
Il Gruppo A, che compie il percorso completo, parte dal Passo Valles ed effettua una traversata che si conclude al Passo Rolle.
Il Gruppo B segue un giro ridotto con partenza e arrivo al Passo Rolle.
Al termine, le due corriere e i due gruppi si ritrovano al Passo Rolle per il rientro.

Escursione

Gruppo A (giro completo)
Sul lato sud del passo Valles (m 2032) imbocchiamo il sentiero con segnavia CAI n. 751 che, dopo aver lasciato sulla destra una graziosa cappella in legno, inizia a risalire il versante settentrionale della Cima Venegia (o Valles). In questo primo tratto la salita è agevolata da numerosi gradini che stabilizzano il terreno nei punti più ripidi.
Dopo una lunga traversata in costa, il sentiero supera un ripido pendio con alcuni tornanti ravvicinati e raggiunge l'ampia insellatura della Forcella Venegia (m 2217).
Da qui il panorama spazia dalla Marmolada alle vicine Pale di San Martino, che chiudono a sud la sottostante Val Venegia, distesa dolcemente alle falde del Monte Castellazzo.
Imbocchiamo quindi il sentiero CAI n. 749 che, in leggera discesa, attraversa le falde delle cime Caladora e Venegiota e ci conduce alla base del Monte Mulaz, presso la stazione a valle della teleferica di servizio dell'omonimo rifugio (m 1885). Siamo alla testata della Val Venegia, dove proseguiamo verso sud in direzione della Baita Segantini.
Transitando per il Campigòl della Vezzana, godiamo dello straordinario spettacolo offerto dalle Pale di San Martino che, con le loro imponenti pareti, incombono sul nostro cammino. Raggiungiamo quindi le sorgenti del Travignolo, torrente che raccoglie le acque dell'omonimo e piccolo ghiacciaio, ben visibile in alto sulla sinistra. Poco oltre iniziamo a risalire la stradina che, con alcuni tornanti, conduce alla Baita Segantini (m 2170), posta vicino a un laghetto al cospetto dell'inconfondibile profilo del Cimon della Pala.
Da questo punto l'itinerario prosegue con il Trekking del Cristo Pensante già descritto nel giro ridotto (vedi oltre).

 

Gruppo B (giro ridotto)
Dal parcheggio situato appena prima del Passo Rolle, imbocchiamo la stradina sterrata che, con una leggera salita, percorre le propaggini sud-occidentali del Monte Costazza.
Superata la Capanna Cervino (m 2082), raggiungiamo la Baita Segantini (m 2170), preceduta da un laghetto sulle cui acque si specchiano le vette circostanti.
Durante l'avvicinamento alla baita, il panorama sulle Pale di San Martino si amplia progressivamente: Mulaz, Focobon, Bureloni, Vezzana e Cimon della Pala, per ricordare solo le cime più importanti, chiudono la testata della sottostante Val Venegia con i loro straordinari profili.
Poco oltre la baita, una tabella con la scritta "Trekking del Cristo Pensante" invita a piegare a sinistra (nord) lungo una comoda traccia che, in falsopiano, percorre il fianco orientale del Monte Costazza. Accompagnati dai nuovi scorci su Marmolada, Costabella, Cime Bocche e Juribrutto a nord, e dalla verde dorsale che collega il Mulaz a Cima Valles verso est, camminiamo piacevolmente fino a raggiungere il versante orientale del Castellazzo. Qui, con una serie di facili tornanti, saliamo in vetta, dove spicca la candida sagoma del Cristo che, con il viso appoggiato alla mano sinistra e il capo cinto da una corona di filo spinato, guarda pensoso verso occidente con gli occhi socchiusi (m 2333).
Inutile dire che la scultura, immersa in questo straordinario panorama circolare, rende il luogo particolarmente suggestivo e toccante, anche per i non credenti.
Dopo una doverosa sosta contemplativa, proseguiamo verso nord-ovest e scendiamo alla Capanna Cervino, dalla quale, seguendo il percorso dell'andata, rientriamo a Passo Rolle.

 

Principali motivi di interesse
La Forcella Venegia; la testata della Val Venegia; la Baita Segantini; la Capanna Cervino; il Cristo Pensante; gli alpeggi; i panorami spettacolari.

 

Dettagli:

DOVE

Parco Dolomiti Paneveggio e San Martino

GRUPPO

A (traversata)

B (anello)

DISLIVELLO s/d

m 700/750

m 400/400

QUOTA MAX

m 2333

m 2333

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

Km 13

km 8,5

DURATA

7 h

  4 h 30’

CARTINA

Tabacco n. 022, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 09 Luglio 2026

28 Giugno 2026: Lagorai-Giro delle malghe da  passo Rèdebus

Foto lungo il percorso

 

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:30 presso supermercato Cester, Falzè di Trevignano TV.
L’escursione prende avvio dal Passo Rèdebus, valico stradale che collega l’Altopiano di Piné con la Valle dei Mòcheni, dove è possibile lasciare i mezzi.

Escursione

Dal punto di partenza si possono seguire due itinerari: uno completo e uno ridotto.


Percorso completo


Il percorso sale gradualmente attraversando boschi e zone aperte fino a raggiungere una quota più elevata, dove il panorama si amplia sulle principali cime della catena del Lagorai e sulle montagne circostanti. Superato il Passo Polpen, si prosegue in discesa verso Malga Stramaiolo Alta, importante punto panoramico con splendide vedute sulle Dolomiti di Brenta.
Il cammino continua quindi passando per Malga Stramaiolo Bassa e Malga Pontara, entrambe situate in ambienti alpestri di grande fascino, prima di rientrare al Passo Rèdebus attraverso sentieri e strade forestali.


Percorso ridotto


L’itinerario più breve segue un tracciato più semplice e panoramico che conduce dapprima a Malga Pontara e successivamente alle malghe Stramaiolo, attraversando ampi pascoli e offrendo belle aperture verso le montagne circostanti. Il rientro avviene ripercorrendo il tratto di salita.
Un’escursione varia, adatta a chi desidera conoscere gli ambienti del Lagorai tra boschi, pascoli, malghe e ampi panorami sulle montagne trentine.


MOTIVI DI INTERESSE
Un tratto dell’Alta Via del Porfido; il Passo Polpen; la Malga Stramaiolo alta; la Malga Stramaiolo bassa; la Malga Pontara; l’ex Malga Regnana; gli amplissimi panorami.

 

Dettagli:

DOVE

LAGORAI OCCIDENTALE

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

550 m

280 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

11 km

9 km

DURATA

6 h

4 h 30’

CARTINA

Tabacco n. 062, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 24 Giugno 2026

14 Giugno 2026: Val Venosta. In bicicletta da Malles a Merano

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Partenza alle ore 05.30 dal parcheggio del supermercato Cester a Falzè di Trevignano.
Durante il percorso faremo una tappa colazione in autogrill, arriveremo a Malles Venosta verso le ore 10.00 circa.

Dopo aver preso le bici, non è obbligatorio il casco, si consiglioa un zainetto con una felpa o un giubbino antivento, le previsioni meteo sono buone, ognuno è libero di percorrere la ciclabile della Val Venosta tenendo presente che dobbiamo consegnare le bici alla stazione ferroviaria di Merano entro le ore 16.00, pertanto avremo a disposizione 5 ore per percorrere i 58 km della ciclabile. Per il pranzo ognuno è libero, lungo il percorso attraverseremo diversi paesi molto caratteristici, Malles, Glorenza, Prato allo Stelvio, Lasa, Silandro , Castelbello, Naturno, Parcines, Lagundo,(qui si passa davanti alla birreria Forst) e si arriva a Merano alla stazione ferroviaria,vale la pena soffermarsi ogni tanto e fare qualche foto abbiamo tempo a disposizione.
Per ulteriori chiarimenti saremo più precisi alla partenza, saremo assistiti dall'azienda che ci noleggia le bici. 

Dettagli
Pubblicato: 27 Maggio 2026

31 Maggio 2026: Malghe Longara e sentiero del silenzio

Testo tratto dal libro Escursioni sull’Altopiano di Asiago, di Ennio Poletti, Editoriale Programma

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Il ritrovo presso il parcheggio del supermenrcato Cester alle 7.00 per Gallio, il punto di partenza dell’escursione è il parcheggio dell’area sciistica Gallio 2000 (Melette). Per raggiungerlo, dal centro di Gallio si prosegue per 350 metri in direzione di Foza (tabelle), dopo di che, svoltando a sinistra (tabella), si imbocca una strada asfaltata in ottime condizioni che in 4 km porta all'ampio parcheggio sopra citato (m 1430).

Escursione

Dal parcheggio imbocchiamo, sul lato nord, una strada sterrata che si dirige verso ovest, indicata da una tabella per Malga Longara di Sotto. Il percorso sale dolcemente attraversando dapprima il bosco, poi i prati della pista da sci del Monte Ongara, fino a raggiungere Croce di Ongara (m 1527), dove incontriamo il sentiero CAI 850 proveniente da Gallio. Seguendo il panoramico crinale meridionale del Monte Baldo, circondati da ampi pascoli, arriviamo a Malga Longara di Sotto (m 1614, 1 h), ottimo punto di ristoro con prodotti tipici e dolci casalinghi.
Più avanti, incontriamo il suggestivo Libr’Albero, scultura ricavata da un abete abbattuto nel 2018 dalla tempesta Vaia e dedicata a Mario Rigoni Stern, illustre cittadino dell’Altopiano. Proseguendo sul crinale, con vedute che spaziano dalle Pale di San Martino alle Vette Feltrine, raggiungiamo Malga Longara di Dietro (m 1655), anch’essa attrezzata per offrire ristoro. Poco oltre, una breve deviazione conduce all’Altare di Papa Giovanni Paolo II (m 1670), realizzato per ricordare la visita del pontefice nel 1998. Da qui, seguendo le indicazioni, in una quindicina di minuti arriviamo all’Osservatorio del Monte Cimon (m 1700), importante presidio italiano durante la Prima Guerra Mondiale rivolto alle linee nemiche posizionate sul Monte Zebio (pannelli esplicativi).
Ritornati sui nostri passi, scendiamo verso una pozza d’abbeveraggio seguendo le indicazioni CAI per Casara Fiaretta. Attraversato il bosco, raggiungiamo una strada forestale dove la comitiva si divide: il gruppo A prosegue a sinistra per completare l’anello più lungo, mentre il gruppo B si prepara al rientro.

Gruppo A


Seguendo il sentiero CAI n. 850 verso nord, aggiriamo da sud-ovest il Monte Fiara e, dopo alcuni saliscendi, raggiungiamo la splendida radura di Casara Fiaretta (m 1652). Poco oltre passiamo accanto alla Fontana degli Alpini e, a un bivio successivo, tenendo la destra intercettiamo il Sentiero del Silenzio, itinerario tematico dedicato alla Grande Guerra arricchito da dieci installazioni artistiche e pannelli didattici. Percorriamo così i 1,5 km del suggestivo tracciato commemorativo, al termine del quale sbuchiamo nei pressi del Rifugio Campomuletto (m 1602), ottimo punto per una breve sosta.
Risaliti al Passo Campomulo (m 1630), imbocchiamo un sentiero non segnalato che taglia i tornanti della strada asfaltata e conduce rapidamente al Rifugio Campomulo (m 1530). Da qui continuiamo in discesa lungo facili tracce parallele alla strada, passando accanto a Malga Busa Fonda e alla caratteristica Chiesetta degli Alpini. Sfiorata un’ultima pozza d’abbeveraggio frequentata dalle mucche al pascolo, rientriamo infine al punto di partenza (m 1430, circa 6 h 30’).

Gruppo B


Svoltando a destra in discesa, in breve confluiamo in una più ampia strada forestale che permette di scendere comodamente al Rifugio Campomulo (m 1530). Da qui seguiamo in discesa il medesimo itinerario di rientro del gruppo A. Lungo facili tracce parallele alla strada asfaltata, passiamo accanto a Malga Busa Fonda e alla Chiesetta degli Alpini, fino a tornare al parcheggio di partenza (m 1430, circa 4 h 30’).

NOTE 
Principali motivi d’interesse
La Malga Longara Davanti; il Libr’Albero; la Malga Longara di Dietro; l’altare di Papa Giovanni Paolo II; l’Osservatorio del Monte Cimon; la Casara Fiaretta; la Fontana degli Alpini; il Sentiero del Silenzio; il Rifugio Campomuletto; il Rifugio Campomulo; la Malga Busa Fonda; la Chiesetta degli Alpini; i magnifici alpeggi; le stratificazioni di rosso ammonitico (Libri di Roccia); gli ampi panorami.


Dettagli:

DOVE

Altopiano di Asiago

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

400 m

280 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

15 km

9 km

DURATA

6 h 30’

4 h 30’

CARTINA

Tabacco n. 050, scala 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 12 Maggio 2026

14-17 Maggio 2026: 4 giorni in Croazia, l'isola di Krk

Volantino

Veglia è una grande isola croata nel nord del Mare Adriatico, collegata alla terra ferma da un ponte. La cattedrale di Veglia, del V secolo, ha un altare in marmo e colonne corinzie in pietra su cui sono scolpiti simboli cristiani. Il Castello di Frankopan è affacciato sul mare e ha passaggi in pietra centenari e un campanile. In una piccola baia a est, la piccola isola di Cassione ospita un monastero francescano.

Numeri di telefono utili:

Hotel Pansion Burin cell.+39 00385989232440

Hotel & Resort Izola Krk cell.+39 0038598578940

 

 

PRIMO GIORNO · GIOVEDì 14 MAGGIO

 

Foto lungo il percorso

DA FALZÈ A BESCANUOVA

Partenza dalla sede alle ore 06:30 direzione Trieste e, dopo una sosta per colazione in autogrill, entreremo in Slovenia e poi in Croazia. Superiamo la città di Fiume (Rijeka) e attraversiamo i due ponti sul mare per entrare nell’ isola di Krk. L'arrivo previsto alla cittadina di Krk (Veglia) è alle ore 11:00. Breve visita alla città e poi pranzo in un ristorante lungo mare alle ore 11:30. Dopo pranzo ripartiamo per Baška (Bescanuova) dove prenderemo alloggio in albergo,residence e appartamenti. Il pomeriggio è libero e poi cena tutti assieme in albergo alle ore 19:30.

 

SECONDO GIORNO · VENERDì 15 MAGGIO

Foto lungo il percorso

MONTE OBZOVA E VERBENICO (12 KM).

Dopo aver fatto colazione si parte per l’escursione al monte Obzova che con i suoi 569 metri è la cima più alta dell’isola di Krk.  raccomandato avere calzature adeguate per il trekking, acqua in abbondanza, cappello e crema solare, perché il terreno è formato da pietraie rocciose con arbusti e cammineremo sotto il sole. Dalla cima si gode uno spettacolare panorama sul golfo del Quarnero e sulle isole vicine tra cui Rab, Cherso, e Lussino.

Lunghezza: 12 km circa

Salita: 560 metri

Discesa: 270 metri

Tempo di percorrenza: 6 ore, comprese le soste con pranzo al sacco.

Arrivati al punto di arrivo troveremo il pullman che ci porterà a visitare la cittadina di Vrbnik (Verbenico) e, conclusa la visita, ritorneremo in albergo per la cena alle ore 20:00.

 

TERZO GIORNO · SABATO 16 MAGGIO

Foto lungo il percorso

ESCURSIONE GOCCE D'ORO DEL TESORO DI KRK (7 KM / 16.5 KM)

Dopo aver fatto colazione partiamo in pullman alla volta della cittadina di Kornić, punto di partenza dell’escursione delle gocce d’oro del tesoro di Krk. Il percorso si snoda tra uliveti e i villaggi di Muraj, Lakmartin, fino ad arrivare alla cittadina di Krk dove il pullman aspetta chi decide di fare il giro corto. Per chi invece fa il giro lungo, attraversiamo Krk e rientriamo a Kornić; facendo il sentiero lungo mare, con vista sulla cittadina di Punat e sull’isolotto di Košljun.

Giro corto:

  • Lunghezza: 7 km circa
  • Salita: 95 metri
  • Discesa: 150 metri
  • Tempo di percorrenza: 3 ore, comprese le soste con pranzo al sacco.

Giro lungo:

  • Lunghezza: 16.5 km
  • Salita e discesa: 200 metri
  • Tempo di percorrenza: 7 ore, comprese le soste con pranzo al sacco

Per tutti rientro in albergo con il pullman per la cena alle ore 20:00.

 

QUARTO GIORNO · DOMENICA 17 MAGGIO

Foto lungo il percorso

CIMA ZAKAM, MARE O BESCANUOVA (7 KM / REL AX)

Dopo aver fatto colazione abbiamo diverse opzioni, si può fare il bagno in mare, si può visitare Baška con tutto il suo lungo mare oppure si può partire a piedi dall’albergo e salire il sentiero che porta la vetta del Zakam, cima che sovrasta tutta la baia di Baška, per poi scendere in città. Il rientro è previsto alle ore 12:00, pertanto per quell’ora bisogna aver caricato i bagagli in pullman. Il percorso per la cima del Zakam è di 7 km, salita e discesa 220 metri di dislivello e il tempo di percorrenza è di 3 ore circa.

La partenza da Baška per il rientro a casa è alle ore 12:30 puntuali. Durante il tragitto di ritorno, verso le ore 14:00 circa, ci fermeremo per il pranzo in un ristorante in Slovenia e, finito di pranzare, proseguiremo verso l'Italia, a casa.

 

Dettagli
Pubblicato: 05 Maggio 2026

10 Maggio 2026: Valle di San Martino: Sorgenti e cascate dello Stien

Testo tratto dal libro “Guida ai sentieri d’acqua” di Ennio Poletti, Editoriale Programma

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Il ritrovo presso il parcheggio del supermenrcato Cester alle 8.00 per il punto di partenza a Lasen, borgo alle falde delle Vette Feltrine, raggiungibile in auto da Feltre seguendo le indicazioni per Villabruna e, da qui, quelle per il paese suddetto.
La corriera può arrivare, e invertire la marcia, qualche centinaio di metri prima del paese, mentre le auto possono proseguire fino al piccolo parcheggio presso la chiesa (m 540).

Escursione

Nei pressi del parcheggio imbocchiamo via Canai, che punta in lieve salita verso nord. Presto l’asfalto lascia spazio a un sentiero che prosegue fino a immettersi in via Rodoloi, dove svoltiamo a sinistra (ovest) fino al bivio con via Col Toront. Qui deviamo ancora a sinistra e, in lieve discesa, iniziamo a calare verso l’impluvio della Valle San Martino.
Rimanendo sul sentiero principale percorriamo un lungo tratto in costa, per poi scendere con una traccia un po’ più pendente, ma mai difficile, fino al greto del torrente Stien, che scorre nel fondovalle.
Siamo ora su una stradina (CAI n. 803) che, seguita a destra (nord), ci porta a un’originale cappella votiva dedicata a Maria, meritevole senz’altro di una sosta.
Proseguendo, arriviamo a una bellissima fornace da calce (“calchera”), che un accurato lavoro di recupero ha restituito perfettamente alle sue forme originali: un vero e proprio monumento che ricorda un’importante attività svolta in passato nella valle (m 691).
Fino alla metà del secolo scorso, infatti, queste rudimentali strutture erano utilizzate per ricavare calce dalla roccia calcarea di cui è ricca la zona. Riscaldati per 8-10 giorni a temperature comprese fra 800 e 1000 gradi, i frammenti di roccia si trasformavano in ossido di calcio, cioè in calce viva che, una volta idratata, diventava calce spenta.
Questo importante composto, oggi prodotto con tecnologie moderne, trova ancora molteplici impieghi nell’edilizia, nell’industria e in agricoltura.
Presso la “calchera” la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A prosegue per il giro completo, mentre il Gruppo B si prepara al rientro verso Lasen.

Gruppo A (giro completo)
Tenendo la sinistra seguiamo il sentiero CAI n. 812 (tabella) che, dopo aver attraversato il torrente su una passerella, inizia a risalire con decisione il versante destro idrografico della valle. Presto troviamo una prima deviazione che conduce a due cascatelle e a una cascata più grande, quest’ultima accessibile prestando un po’ di attenzione al terreno umido e scivoloso (m 760).
Rientrati sul sentiero principale, proseguiamo in salita ancora per qualche minuto fino a incontrare un’altra deviazione sulla destra, che conduce ad altre due cascate (m 800). Quella più a monte è la più scenografica. L’acqua, infatti, dopo essere stata lanciata verso l’alto da una rampa che essa stessa si è scavata, ricade a ventaglio descrivendo una spumeggiante e spettacolare parabola.
Oltre le cascate torniamo a salire fino a raggiungere un tratto di falsopiano dove, seguendo una tabella con la scritta “Tre Ponti”, abbandoniamo la traccia n. 812 e deviamo a destra.
Attraversato il greto di un torrente in secca, entriamo nella fitta selva di conifere del Pian dei Violini (m 850), un luogo quasi “fatato” dove, nella luce incerta del bosco, emergono le malinconiche sagome, ricoperte di muschio, di un antico insediamento ormai diroccato.
Il contrasto fra la bellezza del bosco e gli spettri di quelle vecchie abitazioni è particolarmente suggestivo. Ma le sorprese che riserva questa parte dell’itinerario non sono ancora finite.
Dopo aver superato di un centinaio di metri un ponticello di legno, ci immettiamo in un nuovo sentiero che, seguito a sinistra (nord, tabella), conduce in pochi minuti alle gorgoglianti sorgenti del torrente Stien (m 870).
Il luogo è incantevole. Dal nulla prende corpo uno spumeggiante torrente che subito si allarga per precipitare fragorosamente verso valle. L’acqua gelida e cristallina che sgorga dalla roccia rende quasi impossibile resistere alla tentazione di riempire le borracce.
Il punto in cui ci troviamo è il più alto dell’escursione e da qui inizia il percorso di rientro. Ripercorrendo il sentiero dell’andata, ignoriamo la vicina traccia diretta a ovest, che riporterebbe sul percorso già seguito e, tenendo la sinistra, proseguiamo verso sud.
Sfiorata un’area di sosta umida e malandata, arriviamo a intercettare (m 810, passerella) il sentiero CAI n. 803 che, salendo, avevamo abbandonato presso la fornace. Da qui, senza problemi di orientamento, proseguiamo in discesa verso sud e torniamo alla “calchera”.
Oltrepassata la costruzione di circa 600 metri, abbandoniamo la stradina n. 803 per deviare a sinistra (tabella con foto e guado) e raggiungere in pochi minuti l’amena radura dove sorgono le Casere Rombaldi (m 661).
Tornati sul n. 803, proseguiamo verso sud accanto al torrente fino a trovare a sinistra, dopo circa 1,5 km, una passerella di legno che permette di superare il corso d’acqua e rientrare, con qualche saliscendi, a Lasen (m 540, 6 h 30’).

Gruppo B (giro ridotto)
Dalla “calchera” torniamo per la stessa via per circa 600 metri, dopodiché deviamo a sinistra (tabella con foto e piccolo guado) e raggiungiamo in pochi minuti l’amena radura dove sorgono le Casere Rombaldi (m 661).
Tornati sul n. 803, proseguiamo verso sud accanto al torrente fino a trovare a sinistra, dopo circa 1,5 km, una passerella di legno che permette di superare il corso d’acqua e rientrare, con qualche saliscendi, a Lasen (m 540, 4 h 30’).

 

NOTE 
La cappella votiva dedicata a Maria; una fornace da calce (“calchera”); le numerose cascate e le sorgenti del Torrente Stien; il bosco di Pian dei Violini con il suo vecchio insediamento; le Casere Rombaldi; la Casera le Buse; il Circolo Culturale Alpino Camillo Bonsembiante; 

Dettagli:

DOVE

Parco Dolomiti Bellunesi

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

470 m

290 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

11 km

8 km

DURATA

6 h 30’

4 h 30’

CARTINA

Zanetti n. 11, scala 1:30000

Dettagli
Pubblicato: 08 Aprile 2026

12 Aprile 2026: Sentiero Maurizio e Lucio e Molinetto della Croda

Testi tratti dai libri “Sui sentieri del prosecco” e “Guida ai sentieri d’acqua” 
di Ennio Poletti – Editoriale Programma

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Il ritrovo presso il parcheggio del supermenrcato Cester alle 8.00 si va a Refrontolo (TV). Il punto di partenza è il parcheggio del Molinetto della Croda, situato nella campagna di Refrontolo (TV). Da Pieve di Soligo si seguono le indicazioni stradali per il paese suddetto, raggiunto il quale si devia in direzione del Molinetto (tabella stradale). Dopo circa 2 km si arriva al parcheggio citato (m 170).

Dettagli escursione

Seguendo la strada asfaltata verso nord per circa 800 metri, arriviamo alla località Piote, dove deviamo a destra lungo una strada bianca con indicazioni per “Mondaresca”. 
Percorsi circa 250 metri, abbandoniamo la carrabile (che prosegue per Arfanta) per seguire a destra la traccia che, superato il Torrente Lierza con un ponticello, prosegue ai bordi di un grande prato. 
Dopo un breve tratto in piano, svoltiamo a destra (sud) e iniziamo a risalire il pendio settentrionale della Croda del Mus. Su terreno argilloso e con alcuni tornanti all’interno di un bel bosco di latifoglie, prendiamo quota e arriviamo al Bivacco Marsini (o “Casinet de Och”) (m 330, 1 h). Qui, il panorama si apre sulle dolci ondulazioni delle colline di Refrontolo e sui profili delle cime che si estendono dal Monte Crep al Col dei Moi, nelle Prealpi Trevigiane. L’edificio presenta al piano terra una stanzetta con tavolo panche e caminetto, mentre al piano superiore alcuni tavolacci disposti a castello offrono la possibilità di pernottare. 
Un’ampia area esterna con tavoli, panche e barbecue completa la dotazione di questa piccola struttura offrendo, così, all’escursionista di passaggio la possibilità di una piacevole sosta.
Ora, su terreno aperto e panoramico, con qualche saliscendi proseguiamo verso est lungo la facile dorsale della Croda del Mus. 
Oltrepassata l’imponente Casera Tomasi raggiungiamo “la Mondaresca”, ex agriturismo, oggi centro di accoglienza rivolto a persone con disagi sociali, gestito dalla onlus “Piccola Comunità” di Conegliano (m 395). Presso lo spaccio annesso alla struttura si possono acquistare ottimi formaggi di capra prodotti nel laboratorio caseario della fattoria. 
Oltre l’edificio, proseguiamo a saliscendi verso sud-ovest (segnavia giallo-blu) e, aggirando il Monte Mondaresca, arriviamo a un uliveto con arnie in bella vista, dove la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A prosegue con il percorso completo, mentre il Gruppo B, deviando a destra, inizia il percorso di rientro sulla forestale con segnavia CAI n.002.

Gruppo B (percorso ridotto)
Ignorando deviazioni laterali secondarie, circondati da magnifici vigneti e belle casere ristrutturate, procediamo lungamente in discesa fino a raggiungere la strada asfaltata che collega Refrontolo a Rolle, già percorsa in auto/corriera durante la mattinata.
Seguendo quest’ultima verso nord, in breve torniamo al punto di partenza e al vicino Molinetto della Croda (m 160, 3 h). Magnifico il colpo d’occhio offerto da quest’architettura rurale del secolo XVII e dall’ambiente in cui è inserita (vedi NOTE finali). 

Gruppo A (percorso completo)
Presso il rudere presente nel crocevia, deviamo a sinistra (est, segnavia) per un centinaio di metri per poi inoltrarci in mezzo a bellissimi vigneti (tabella). 
Oltrepassata la ristrutturata Casera Villa Rosa, il sentiero scende nei pressi di altre belle abitazioni, quindi ritorna a salire dolcemente. Duecento metri oltre un bel capitello intitolato a Sant’Antonio da Padova, una tabella ci invita a deviare a sinistra lungo una stradina che, prima asfaltata, poi a fondo naturale e infine ridotta a sentiero, ci conduce, dopo un lungo aggiramento in senso orario, in cima a un colle. La deviazione per la vetta si trova vicino a un roccolo in disuso, struttura arborea circolare formata da bellissimi carpini bianchi che, in passato, era usata per la cattura di uccelli migratori vivi. Ai bordi dell’impianto si nota ancora la torretta (casello) che fungeva da postazione per l’uccellatore. 
In uno slargo ricavato alla sommità al poggio, circondata da ceppaie di carpino nero, sorge una bella area di sosta composta da due tavoli di legno con relative panche, dove ci fermiamo per il pranzo al sacco (m 318, 3 h 30’).
Ripreso il cammino, sfioriamo la vicina croce di ferro che si erge nel punto sommitale, e iniziamo a perdere quota. Giunti alla stradina asfaltata (m 250) che scende a Refrontolo, proseguiamo sul lato opposto lungo una traccia (tabella) che, in ripida salita, conduce in cima al Monte La Croce (m 310), dove un’altra croce metallica domina sulla campagna circostante.
Ora scendiamo piacevolmente sul crinale occidentale del colle, circondati da una bella vegetazione in gran parte formata da querce e carpini neri. Giunti a una vecchia casera, il sentiero ne aggira l’edificio e in falsopiano ci porta a sfiorare un ampio caseggiato ristrutturato; poco oltre, arriviamo al cospetto di una gigantesca quercia, vero monumento vegetale cresciuto a ridosso di una vicina casera (m 230).
Da qui, perdiamo ancora una cinquantina di metri di quota e, giunti alla strada asfaltata, deviando a destra (nord) torniamo al punto di partenza (m 170, 5 h 30’), dove abbiamo la possibilità di visitare il Molinetto della Croda (vedi NOTE finali).

 

Principali motivi d’interesse
Il Molinetto della Croda; il Bivacco Marsini; la Casera Tomasi; il complesso de “la Mondaresca”; i vigneti del prosecco; una bella area di sosta in cima al colle sopra Refrontolo; il Monte La Croce; la spettacolare quercia gigante nei pressi di Vallotai; gli ameni paesaggi; gli ampi panorami.

NOTE 
Al termine dell’escursione, merita senz’altro una visita il Molinetto della Croda, complesso del XVII secolo che sorge aggrappato alla roccia ai bordi di un laghetto alimentato da una spettacolare cascata del Torrente Lierza. Nel 1953 fu macinata l’ultima farina, poi per il mulino seguì un lungo periodo di abbandono. Recenti interventi di recupero hanno restituito alla collettività questo storico impianto molitorio che ora, con un modesto prezzo d’ingresso, tutti possono ammirare perfettamente in funzione.  L’area del mulino è stata interessata, nel tempo, da numerose piene improvvise del torrente suddetto. Le più recenti e devastanti sono state quelle degli anni 1941, 1953 e 2014, quest’ultima costata la vita a quattro persone che, insieme a molte altre, la sera del 2 agosto cenavano sotto una tensostruttura per celebrare la “Festa degli Uomini”. Il “Sentiero Maurizio e Lucio”, qui descritto, è dedicato alla memoria di due di quelle vittime. 

Dettagli:

DOVE

Refrontolo - Colline del prosecco

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

370 m

240 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

11 km

6,5 km

DURATA

5 h 30’

3 h

CARTINA

Tabacco n. 070, scala 1:25000

 

 

Dettagli
Pubblicato: 22 Aprile 2026

26 Aprile 2026: Anello in Valpolicella: San Giorgio di Valpolicella – Cavalo – Mazzurega

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Il ritrovo presso il parcheggio del supermenrcato Cester alle 6.30 si San Giorgio di Valpolicella (VR). 

San Giorgio di Valpolicella, o Ingannapoltron, è un piccolo borgo veronese che poggia su un. cucuzzolo dal quale si può ammirare il lago di Garda in tutto il suo splendore. Non a caso è censito come uno dei Borghi più belli d’Italia.
Quando arrivate nel borgo. San Giorgio si trova nel Comune di Sant’Ambrogio immerso nei vigneti e in una natura rigogliosa. Qui si producono vini pregiati come l’Amarone e il Ripasso, che tutto il mondo ci invidia.
La primavera è la stagione mia preferita per questo tipo di itinerari: le temperature gradevoli, i raggi del sole che scaldano senza affaticare troppo la camminata e un cielo terso la fanno da padrone. Nel mio piccolo sapete che cerco sempre di promuovere il territorio veronese sfruttando i miei canali digitali per far conoscere borghi, luoghi di interesse e percorsi naturalistici come questo.
Il termine Ingannapoltron che significa “inganna il pigro” deriva dalla visione distorta della distanza del borgo quando ci si trova ai piedi del monte. Sembra, infatti, di poterlo raggiungere in fretta perchè vicinissimo, ma in realtà ci si accorge subito che non è così. Il toponimo “ingannapoltron” sembra risalire addirittura al Medioevo quando la parola scherzosa “poltron” fu aggiunta al nome “San Giorgio in Ganna”. Termine che alcuni studiosi fanno risalire a “ganne” che significa “mucchio di pietre”. Il borgo, infatti, è legato fin dalle sue origini ad un’intensa attività di estrazione e lavorazione del marmo come tuttora succede nel territorio di Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Dettagli escursione

MAROGNE – PATRIMONIO DELL’UNESCO

Questo è uno dei tanti muri che si possono vedere durante il percorso. Si chiamano “marogne“, letteralmente “mucchio di sassi”. Sono i caratteristici muri a secco che disegnano a gradini i pendii della Valpolicella. Presenti anche nel territorio di Soave e in Lessinia. Lunghi dall’essere soltanto un ammasso di sassi, le marogne richiedevano precisione di realizzazione: se ben sistemati questi muretti erano in grado di drenare l’acqua piovosa in eccesso e adattarsi alla morfologia del terreno. È per questo motivo che sono state riconosciute dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

La Pieve di San Giorgio di Valpolicella risale al VII-VIII secolo: di fatto uno dei luoghi di culto più antichi di tutto il territorio del veronese. L’edificio è composto da tre navate e due absidi contrapposte, ricostruito agli inizi del XII secolo, come si evince dagli innesti romanici.
Attraverso una piccola porta aperta nella fiancata meridionale della chiesa si esce nel chiostro, un piccolo gioiello architettonico.
Il valore aggiunto è il sito archeologico che si trova di fianco al chiostro dove sono visibili resti degli edifici risalenti all’età del Ferro. Nei pressi della Pieve c’è anche un museo (temporaneamente chiuso) che raccoglie pezzi dell’età preistorica e romana trovati nel paese e nei dintorni.

Prima di incamminarsi per il rientro visitate anche la via Crucis dei Lapicidi accanto al cimitero del borgo. Si tratta delle 14 stazioni della via Crucis realizzate dagli allievi della scuola d’arte.
Sono rappresentate da libri aperti in pietra con scolpita da una parte la Passione di Cristo e dall’altra la passione dei scalpellini e marmisti che furono costretti ad emigrare per lavoro

 

NOTE 
Segnaliamo una cosa molto IMPORTANTE ovvero come potete notare non trovate nessuna descrizione del percorso perché ideato dalla conoscenza degli amanti del territorio.
Pertanto, siamo tutti responsabili nell’adottare la massima attenzione e sensibilità nello svolgimento del trekking ossia mantenere un passo adeguato in modo che tutti no possiamo restare uniti, avendo cura di fornire informazioni ad ogni bivio o deviazione a passaggio di tutto il gruppo.

Dettagli:

Giro Lungo
Dettagli del percorso:
Lunghezza: 15 km
Tempo di percorrenza: 5 30’ ore (Senza le soste)
Dislivello: 540 m
Difficoltà: Nessuna
Fondo: Sterrato / Asfalto
Stagione consigliata: Tutte le stagioni, evitando in estate le ore centrali della giornata.
Segnaletica: Abbastanza scarsa
Fonte del percorso: CAI, su tratti di sentiero.

Giro Corto
Dettagli del percorso:
Lunghezza: 9 km
Tempo di percorrenza: 3 30’ ore (Senza le soste)
Dislivello: 250 m
Difficoltà: Nessuna
Fondo: Sterrato / Asfalto
Stagione consigliata: Tutte le stagioni, evitando in estate le ore centrali della giornata.
Segnaletica: Abbastanza scarsa
Fonte del percorso: CAI, su tratti di sentiero.

 

  • 29 Marzo 2026: Lungo Sile da Quarto D’Altino a Caposile
  • 15 Marzo 2026: Quartier del Piave
  • 24 Aprile 2026: Serata con Pino Dellasega.
  • 27/02/2026: Tesseramento 2026
  • 31 Gennaio 2026: Ciaspolata Notturna
  • Regolamento Escursioni

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