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Novità

  • 2 Agosto 2026:  Val di Funes - Rifugi e Malghe delle Odle
  • 26 Luglio 2026: Giro dei 4 Rifugi alle Tre Cime di Lavaredo
  • 12 Luglio 2026: Trekking del Cristo pensante
  • 28 Giugno 2026: Lagorai
  • 14 Giugno 2026: Val Venosta. In bicicletta da Malles a Merano
  • 31 Maggio 2026: Malghe Longara e sentiero del silenzio
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Gruppo Montagna Mario Belle'

Dettagli
Pubblicato: 29 Luglio 2026

2 Agosto 2026:  Val di Funes - Rifugi e Malghe delle Odle

Testo tratto dal libro “Rifugi delle Dolomiti” di Ennio Poletti, Editoriale Programma

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Con partenza alle ore 6:00 dal parcheggio del supermercato Cester di Falzè (Trevignano), si raggiunge Chiusa (Klausen), in Valle Isarco, e si prosegue fino San Pietro (St. Peter) in Val di Funes (Villnöß). Da qui si seguono le indicazioni per Malga Zannes (Zanseralm), raggiunta la quale si trova un ampio parcheggio a pagamento (m 1689).

Escursione

Dal parcheggio seguiamo la stradina forestale con segnavia CAI n. 36 che, all'interno del bosco, sale in direzione sud-est. In prossimità della Malga Glatsch (Glatschalm (m 1902)) il bosco si apre in una bella radura, dalla quale possiamo godere di una prima veduta del versante settentrionale delle Odle.
Proseguendo a sud della malga, ignoriamo una deviazione per il Rifugio Genova e raggiungiamo il sentiero n. 35 (Adolf Munkel Weg), che corre ai piedi degli imponenti ghiaioni delle Odle (m 1993). Seguendolo verso ovest, possiamo osservare da vicino la Furcheta e il Sas Rigais che, con i loro oltre 3000 metri di quota, dominano l'intero percorso.
Dopo alcuni saliscendi pieghiamo decisamente a destra (nord-ovest) e risaliamo un ripido colle, superandolo lungo un sentiero protetto a valle da staccionate. A un bivio, ben segnalato da pannelli e tabelle (m 2040), la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A affronta il giro completo, mentre il Gruppo B segue l'itinerario ridotto.

GRUPPO A (escursione completa)
Lasciando a destra il sentiero n. 36, rimaniamo sul n. 35 in direzione di Malga Brogles. Quasi subito, in località Angherle, il tracciato perde circa 150 metri di quota e, dopo aver attraversato un torrente, riprende a salire tra conifere via via più rade. Alternando radure e tratti di bosco, guadagniamo quota fino a raggiungere gli spettacolari pascoli di Malga Brogles (m 2045), situata al margine occidentale delle Odle, al cospetto della Forcella Pana e del Monte Seceda.
Per la stessa via ritorniamo al bivio dove ci eravamo separati dagli amici del giro ridotto e, seguendo il loro stesso itinerario (descritto qui sotto), rientriamo al punto di partenza.

GRUPPO B (escursione ridotta)
Lasciato a sinistra il sentiero n. 35 diretto a Malga Brogles, proseguiamo sul n. 36 che conduce rapidamente ai Prati Casnago, un'ampia e luminosa conca punteggiata di maestosi cirmoli, al cui centro sorge l'omonima malga (m 1996).
La struttura offre un ottimo servizio di ristoro e gode di una posizione panoramica privilegiata sull'intero gruppo delle Odle, che possiamo seguire con lo sguardo da est a ovest.
Dopo la sosta per il pranzo scendiamo al vicino Rifugio delle Odle (Geislerhütte) e, poco a valle dell'ampio parco giochi, deviamo a destra seguendo le indicazioni del sentiero n. 36. Attraversata una torbiera su una lunga passerella in legno, proseguiamo in discesa nel bosco fino a raggiungere la radura dove sorge il Rifugio Dusler (Duslerhütte), aperto e dotato di servizio di ristoro (m 1782).
Da qui il panorama torna ad aprirsi e possiamo nuovamente ammirare le affilate guglie delle Odle che svettano sopra le chiome delle conifere. Il sentiero n. 36 continua poi a perdere quota e, avvicinandosi al fondovalle della Val di Funes, piega lentamente verso destra (est), riportandoci in lieve falsopiano al parcheggio di partenza (m 1689).

Principali motivi di interesse
Malga Glatsch (Glatschalm); Malga Casnago (Gschnagenhardt Alm); Rifugio delle Odle (Geislerhütte); Rifugio Dusler (Duslerhütte); Malga Brogles (Brogles Alm); gli straordinari panorami sulle Odle; i magnifici alpeggi con gli animali al pascolo.

 

Dettagli:

DOVE

Val di Funes, Parco Nazionale Puez-Odle

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

m 710

m 430

QUOTA MAX

m 2045

m 2040

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

km 15

km 8,5

DURATA

7 h

4 h

CARTINA

Tabacco n. 05, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 21 Luglio 2026

26 Luglio 2026: Giro dei 4 Rifugi alle Tre Cime di Lavaredo

Testi tratti dai libri “Rifugi delle Dolomiti” e “Guida ai sentieri d’acqua” di Ennio Poletti, Editoriale Programma 

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:00 presso il parcheggio del supermercato di Falzè di Trevignano TV. Si parte per Auronzo.
Da Auronzo o da Cortina d’Ampezzo, con la strada del Passo Tre Croci si raggiunge il Lago di Misurina e si procede seguendo le indicazioni stradali per le Tre Cime di Lavaredo. Oltrepassato il Laghetto d’Antorno, inizia la strada a pagamento che in 5 km conduce agli ampi parcheggi situati nei pressi del Rifugio Auronzo (m 2320).

Escursione

Già dal parcheggio si apre un panorama che da solo vale il pedaggio. Guardando verso ovest, in senso orario, ammiriamo in primo piano i Cadini di Misurina, quindi il Sorapìss, il Cristallo e la Croda Rossa d'Ampezzo. Ma siamo soltanto all'inizio di una vera cavalcata aerea, capace di regalare scorci fra i più spettacolari delle Dolomiti.
Dal Rifugio Auronzo imbocchiamo il sentiero CAI n. 101 e, in lieve falsopiano, ci dirigiamo verso est con il panorama aperto, sulla destra, alle frastagliate guglie dei Cadini e al solco della Val d'Ansiei, con Auronzo e il suo lago visibili circa 1500 metri più in basso. Dopo un quarto d'ora raggiungiamo una piccola cappella dedicata a Maria Ausiliatrice, eretta dalla sezione CAI Cadore in memoria dei caduti della Grande Guerra. Da questo punto l'orizzonte si amplia verso sud-est con il gruppo di Cima Dodici (Croda dei Toni) e le Cime di Passaporto.
Le Tre Cime non sono ancora completamente visibili: si distingue soltanto la Cima Piccola, la più meridionale, mentre ne aggiriamo i ghiaioni fino a raggiungere il Rifugio Lavaredo (m 2405, 40').
Proseguendo per altri 500 metri sul sentiero n. 101 arriviamo a un bivio, segnalato da pannelli e tabelle, dove la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A affronta il giro completo, mentre il Gruppo B segue l'itinerario ridotto.

Gruppo A (giro completo)
Svoltando a destra imbocchiamo il sentiero n. 104 diretto al Rifugio Pian di Cengia.
Dopo aver costeggiato il Laghetto di Lavaredo, la comoda traccia inizia a perdere quota e, aggirando da sud le Cime di Passaporto, si affaccia sul vallone attraversato dal lungo sentiero che ci attende. Raggiunto il punto più basso (circa m 2230), riprendiamo a salire e, dopo alcuni tornanti, sbuchiamo sul magnifico pianoro del Lago di Cengia (m 2330). Il limpido specchio d'acqua giace tra l'omonimo monte, che incombe da sud, e le propaggini sud-orientali delle Crode dei Piani. Il luogo è di rara bellezza e, grazie alla scarsa frequentazione, permette di assaporare tutta la quiete di questo angolo appartato.
Ripreso il cammino, con pendenza moderata ci dirigiamo verso i vasti ghiaioni che chiudono la valle a est. Il sentiero, sempre ben marcato, risale i depositi detritici con ampi tornanti, offrendo vedute sempre più ampie sul lago e sul percorso appena compiuto. Alle nostre spalle emergono progressivamente la slanciata Croda dei Toni e, più a sud, Le Marmarole, l’Antelao e il Sorapiss.
Una piacevole successione di saliscendi precede l'arrivo alla Forcella Pian di Cengia (m 2522), dove una panchina e un crocifisso ligneo accolgono gli escursionisti. Qui ci immettiamo nuovamente nel sentiero n. 101 che, seguito verso destra, conduce in pochi minuti all'omonimo rifugio (m 2528). Con pochi passi ancora verso l'alto, il panorama si completa a est con la frastagliata Cima Undici e il tondeggiante profilo del Monte Pòpera.
Dopo la sosta per il pranzo torniamo alla forcella e, con il gruppo dei Tre Scarperi davanti a noi, iniziamo la discesa verso nord lungo il sentiero n. 101. Aggiriamo da nord-est le Crode dei Piani e il Monte Paterno, godendo di splendide vedute sui Laghi dei Piani, che occhieggiano in basso alla nostra destra.
Un'ultima breve risalita conduce al Rifugio Locatelli (m 2450), ai piedi del Sasso di Sesto. Di fronte a noi le Tre Cime si mostrano finalmente nella loro interezza, con i profili inconfondibili che le hanno rese celebri in tutto il mondo.
Con questa visione davanti agli occhi proseguiamo sul sentiero n. 101 in direzione della ben evidente Forcella Lavaredo, attraversando i ghiaioni alla base del Monte Paterno e delle Cime di Passaporto. Dopo una modesta perdita di quota risaliamo alla forcella (m 2454), dalla quale scendiamo in pochi minuti al Rifugio Lavaredo, già incontrato all'andata.
Si conclude così l'anello alto dell'escursione; seguendo il percorso dell'andata rientriamo infine al parcheggio del Rifugio Auronzo (7 h).

Gruppo B (giro ridotto)
Tenendo la sinistra rimaniamo sul sentiero n. 101 e, con una breve salita, raggiungiamo la Forcella Lavaredo (m 2454). Sull'ampia sella siamo accolti da un panorama di straordinaria bellezza: le incombenti Tre Cime, il Monte Rudo, i Rondoi, la Torre degli Scarperi, il Monte Mattina, la Torre di Toblin, il Monte Paterno e la vicina Croda di Passaporto. Queste vette, fra le più spettacolari delle Dolomiti, fanno da corona al desolato altopiano della Grava Longa, che si estende ai nostri piedi separando le Tre Cime dal Rifugio Locatelli, già visibile in lontananza.
Scendendo verso nord lungo la base dei ghiaioni del Monte Paterno, le Tre Cime si mostrano alle nostre spalle in tutta la loro imponenza, assumendo via via il celebre profilo da cartolina.
Una breve impennata del sentiero precede l'arrivo al Rifugio Locatelli (m 2438, 2 h), situato nell'ampio pianoro compreso tra la Torre di Toblin, il Sasso di Sesto e il Monte Paterno. Qui ci troviamo al cospetto di uno dei panorami più celebri e spettacolari delle Dolomiti, meta irrinunciabile per ogni appassionato di montagna. Il rientro avviene lungo il medesimo itinerario dell'andata (4 h).

Principali motivi di interesse
I rifugi Auronzo, Lavaredo, Pian di Cengia, Locatelli; cinque magnifici laghetti; alcune opere della Grande Guerra; gli amplissimi panorami. 

 

Dettagli:

DOVE

Dolomiti di Auronzo e Parco Naturale Tre Cime

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

m 640

m 330

QUOTA MAX

m 2528

m 2454

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

Km 15

km 9

DURATA

7 h

4 h

CARTINA

Tabacco n. 010, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 09 Luglio 2026

12 Luglio 2026: Trekking del Cristo pensante

Testi tratti dai libri “Dolomiti per tutti” e “Dolomiti Vol II” di Ennio Poletti, Editoriale Programma / DBS-Zanetti Ed.

 

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:30 presso il parcheggio delle poste di Falzè di Trevignano TV.
Il Gruppo A, che compie il percorso completo, parte dal Passo Valles ed effettua una traversata che si conclude al Passo Rolle.
Il Gruppo B segue un giro ridotto con partenza e arrivo al Passo Rolle.
Al termine, le due corriere e i due gruppi si ritrovano al Passo Rolle per il rientro.

Escursione

Gruppo A (giro completo)
Sul lato sud del passo Valles (m 2032) imbocchiamo il sentiero con segnavia CAI n. 751 che, dopo aver lasciato sulla destra una graziosa cappella in legno, inizia a risalire il versante settentrionale della Cima Venegia (o Valles). In questo primo tratto la salita è agevolata da numerosi gradini che stabilizzano il terreno nei punti più ripidi.
Dopo una lunga traversata in costa, il sentiero supera un ripido pendio con alcuni tornanti ravvicinati e raggiunge l'ampia insellatura della Forcella Venegia (m 2217).
Da qui il panorama spazia dalla Marmolada alle vicine Pale di San Martino, che chiudono a sud la sottostante Val Venegia, distesa dolcemente alle falde del Monte Castellazzo.
Imbocchiamo quindi il sentiero CAI n. 749 che, in leggera discesa, attraversa le falde delle cime Caladora e Venegiota e ci conduce alla base del Monte Mulaz, presso la stazione a valle della teleferica di servizio dell'omonimo rifugio (m 1885). Siamo alla testata della Val Venegia, dove proseguiamo verso sud in direzione della Baita Segantini.
Transitando per il Campigòl della Vezzana, godiamo dello straordinario spettacolo offerto dalle Pale di San Martino che, con le loro imponenti pareti, incombono sul nostro cammino. Raggiungiamo quindi le sorgenti del Travignolo, torrente che raccoglie le acque dell'omonimo e piccolo ghiacciaio, ben visibile in alto sulla sinistra. Poco oltre iniziamo a risalire la stradina che, con alcuni tornanti, conduce alla Baita Segantini (m 2170), posta vicino a un laghetto al cospetto dell'inconfondibile profilo del Cimon della Pala.
Da questo punto l'itinerario prosegue con il Trekking del Cristo Pensante già descritto nel giro ridotto (vedi oltre).

 

Gruppo B (giro ridotto)
Dal parcheggio situato appena prima del Passo Rolle, imbocchiamo la stradina sterrata che, con una leggera salita, percorre le propaggini sud-occidentali del Monte Costazza.
Superata la Capanna Cervino (m 2082), raggiungiamo la Baita Segantini (m 2170), preceduta da un laghetto sulle cui acque si specchiano le vette circostanti.
Durante l'avvicinamento alla baita, il panorama sulle Pale di San Martino si amplia progressivamente: Mulaz, Focobon, Bureloni, Vezzana e Cimon della Pala, per ricordare solo le cime più importanti, chiudono la testata della sottostante Val Venegia con i loro straordinari profili.
Poco oltre la baita, una tabella con la scritta "Trekking del Cristo Pensante" invita a piegare a sinistra (nord) lungo una comoda traccia che, in falsopiano, percorre il fianco orientale del Monte Costazza. Accompagnati dai nuovi scorci su Marmolada, Costabella, Cime Bocche e Juribrutto a nord, e dalla verde dorsale che collega il Mulaz a Cima Valles verso est, camminiamo piacevolmente fino a raggiungere il versante orientale del Castellazzo. Qui, con una serie di facili tornanti, saliamo in vetta, dove spicca la candida sagoma del Cristo che, con il viso appoggiato alla mano sinistra e il capo cinto da una corona di filo spinato, guarda pensoso verso occidente con gli occhi socchiusi (m 2333).
Inutile dire che la scultura, immersa in questo straordinario panorama circolare, rende il luogo particolarmente suggestivo e toccante, anche per i non credenti.
Dopo una doverosa sosta contemplativa, proseguiamo verso nord-ovest e scendiamo alla Capanna Cervino, dalla quale, seguendo il percorso dell'andata, rientriamo a Passo Rolle.

 

Principali motivi di interesse
La Forcella Venegia; la testata della Val Venegia; la Baita Segantini; la Capanna Cervino; il Cristo Pensante; gli alpeggi; i panorami spettacolari.

 

Dettagli:

DOVE

Parco Dolomiti Paneveggio e San Martino

GRUPPO

A (traversata)

B (anello)

DISLIVELLO s/d

m 700/750

m 400/400

QUOTA MAX

m 2333

m 2333

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

Km 13

km 8,5

DURATA

7 h

  4 h 30’

CARTINA

Tabacco n. 022, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 09 Luglio 2026

28 Giugno 2026: Lagorai-Giro delle malghe da  passo Rèdebus

Foto lungo il percorso

 

Ritrovo

Ritrovo alle ore 6:30 presso supermercato Cester, Falzè di Trevignano TV.
L’escursione prende avvio dal Passo Rèdebus, valico stradale che collega l’Altopiano di Piné con la Valle dei Mòcheni, dove è possibile lasciare i mezzi.

Escursione

Dal punto di partenza si possono seguire due itinerari: uno completo e uno ridotto.


Percorso completo


Il percorso sale gradualmente attraversando boschi e zone aperte fino a raggiungere una quota più elevata, dove il panorama si amplia sulle principali cime della catena del Lagorai e sulle montagne circostanti. Superato il Passo Polpen, si prosegue in discesa verso Malga Stramaiolo Alta, importante punto panoramico con splendide vedute sulle Dolomiti di Brenta.
Il cammino continua quindi passando per Malga Stramaiolo Bassa e Malga Pontara, entrambe situate in ambienti alpestri di grande fascino, prima di rientrare al Passo Rèdebus attraverso sentieri e strade forestali.


Percorso ridotto


L’itinerario più breve segue un tracciato più semplice e panoramico che conduce dapprima a Malga Pontara e successivamente alle malghe Stramaiolo, attraversando ampi pascoli e offrendo belle aperture verso le montagne circostanti. Il rientro avviene ripercorrendo il tratto di salita.
Un’escursione varia, adatta a chi desidera conoscere gli ambienti del Lagorai tra boschi, pascoli, malghe e ampi panorami sulle montagne trentine.


MOTIVI DI INTERESSE
Un tratto dell’Alta Via del Porfido; il Passo Polpen; la Malga Stramaiolo alta; la Malga Stramaiolo bassa; la Malga Pontara; l’ex Malga Regnana; gli amplissimi panorami.

 

Dettagli:

DOVE

LAGORAI OCCIDENTALE

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

550 m

280 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

11 km

9 km

DURATA

6 h

4 h 30’

CARTINA

Tabacco n. 062, 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 24 Giugno 2026

14 Giugno 2026: Val Venosta. In bicicletta da Malles a Merano

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Partenza alle ore 05.30 dal parcheggio del supermercato Cester a Falzè di Trevignano.
Durante il percorso faremo una tappa colazione in autogrill, arriveremo a Malles Venosta verso le ore 10.00 circa.

Dopo aver preso le bici, non è obbligatorio il casco, si consiglioa un zainetto con una felpa o un giubbino antivento, le previsioni meteo sono buone, ognuno è libero di percorrere la ciclabile della Val Venosta tenendo presente che dobbiamo consegnare le bici alla stazione ferroviaria di Merano entro le ore 16.00, pertanto avremo a disposizione 5 ore per percorrere i 58 km della ciclabile. Per il pranzo ognuno è libero, lungo il percorso attraverseremo diversi paesi molto caratteristici, Malles, Glorenza, Prato allo Stelvio, Lasa, Silandro , Castelbello, Naturno, Parcines, Lagundo,(qui si passa davanti alla birreria Forst) e si arriva a Merano alla stazione ferroviaria,vale la pena soffermarsi ogni tanto e fare qualche foto abbiamo tempo a disposizione.
Per ulteriori chiarimenti saremo più precisi alla partenza, saremo assistiti dall'azienda che ci noleggia le bici. 

Dettagli
Pubblicato: 27 Maggio 2026

31 Maggio 2026: Malghe Longara e sentiero del silenzio

Testo tratto dal libro Escursioni sull’Altopiano di Asiago, di Ennio Poletti, Editoriale Programma

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Il ritrovo presso il parcheggio del supermenrcato Cester alle 7.00 per Gallio, il punto di partenza dell’escursione è il parcheggio dell’area sciistica Gallio 2000 (Melette). Per raggiungerlo, dal centro di Gallio si prosegue per 350 metri in direzione di Foza (tabelle), dopo di che, svoltando a sinistra (tabella), si imbocca una strada asfaltata in ottime condizioni che in 4 km porta all'ampio parcheggio sopra citato (m 1430).

Escursione

Dal parcheggio imbocchiamo, sul lato nord, una strada sterrata che si dirige verso ovest, indicata da una tabella per Malga Longara di Sotto. Il percorso sale dolcemente attraversando dapprima il bosco, poi i prati della pista da sci del Monte Ongara, fino a raggiungere Croce di Ongara (m 1527), dove incontriamo il sentiero CAI 850 proveniente da Gallio. Seguendo il panoramico crinale meridionale del Monte Baldo, circondati da ampi pascoli, arriviamo a Malga Longara di Sotto (m 1614, 1 h), ottimo punto di ristoro con prodotti tipici e dolci casalinghi.
Più avanti, incontriamo il suggestivo Libr’Albero, scultura ricavata da un abete abbattuto nel 2018 dalla tempesta Vaia e dedicata a Mario Rigoni Stern, illustre cittadino dell’Altopiano. Proseguendo sul crinale, con vedute che spaziano dalle Pale di San Martino alle Vette Feltrine, raggiungiamo Malga Longara di Dietro (m 1655), anch’essa attrezzata per offrire ristoro. Poco oltre, una breve deviazione conduce all’Altare di Papa Giovanni Paolo II (m 1670), realizzato per ricordare la visita del pontefice nel 1998. Da qui, seguendo le indicazioni, in una quindicina di minuti arriviamo all’Osservatorio del Monte Cimon (m 1700), importante presidio italiano durante la Prima Guerra Mondiale rivolto alle linee nemiche posizionate sul Monte Zebio (pannelli esplicativi).
Ritornati sui nostri passi, scendiamo verso una pozza d’abbeveraggio seguendo le indicazioni CAI per Casara Fiaretta. Attraversato il bosco, raggiungiamo una strada forestale dove la comitiva si divide: il gruppo A prosegue a sinistra per completare l’anello più lungo, mentre il gruppo B si prepara al rientro.

Gruppo A


Seguendo il sentiero CAI n. 850 verso nord, aggiriamo da sud-ovest il Monte Fiara e, dopo alcuni saliscendi, raggiungiamo la splendida radura di Casara Fiaretta (m 1652). Poco oltre passiamo accanto alla Fontana degli Alpini e, a un bivio successivo, tenendo la destra intercettiamo il Sentiero del Silenzio, itinerario tematico dedicato alla Grande Guerra arricchito da dieci installazioni artistiche e pannelli didattici. Percorriamo così i 1,5 km del suggestivo tracciato commemorativo, al termine del quale sbuchiamo nei pressi del Rifugio Campomuletto (m 1602), ottimo punto per una breve sosta.
Risaliti al Passo Campomulo (m 1630), imbocchiamo un sentiero non segnalato che taglia i tornanti della strada asfaltata e conduce rapidamente al Rifugio Campomulo (m 1530). Da qui continuiamo in discesa lungo facili tracce parallele alla strada, passando accanto a Malga Busa Fonda e alla caratteristica Chiesetta degli Alpini. Sfiorata un’ultima pozza d’abbeveraggio frequentata dalle mucche al pascolo, rientriamo infine al punto di partenza (m 1430, circa 6 h 30’).

Gruppo B


Svoltando a destra in discesa, in breve confluiamo in una più ampia strada forestale che permette di scendere comodamente al Rifugio Campomulo (m 1530). Da qui seguiamo in discesa il medesimo itinerario di rientro del gruppo A. Lungo facili tracce parallele alla strada asfaltata, passiamo accanto a Malga Busa Fonda e alla Chiesetta degli Alpini, fino a tornare al parcheggio di partenza (m 1430, circa 4 h 30’).

NOTE 
Principali motivi d’interesse
La Malga Longara Davanti; il Libr’Albero; la Malga Longara di Dietro; l’altare di Papa Giovanni Paolo II; l’Osservatorio del Monte Cimon; la Casara Fiaretta; la Fontana degli Alpini; il Sentiero del Silenzio; il Rifugio Campomuletto; il Rifugio Campomulo; la Malga Busa Fonda; la Chiesetta degli Alpini; i magnifici alpeggi; le stratificazioni di rosso ammonitico (Libri di Roccia); gli ampi panorami.


Dettagli:

DOVE

Altopiano di Asiago

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

400 m

280 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

15 km

9 km

DURATA

6 h 30’

4 h 30’

CARTINA

Tabacco n. 050, scala 1:25.000

Dettagli
Pubblicato: 12 Maggio 2026

14-17 Maggio 2026: 4 giorni in Croazia, l'isola di Krk

Volantino

Veglia è una grande isola croata nel nord del Mare Adriatico, collegata alla terra ferma da un ponte. La cattedrale di Veglia, del V secolo, ha un altare in marmo e colonne corinzie in pietra su cui sono scolpiti simboli cristiani. Il Castello di Frankopan è affacciato sul mare e ha passaggi in pietra centenari e un campanile. In una piccola baia a est, la piccola isola di Cassione ospita un monastero francescano.

Numeri di telefono utili:

Hotel Pansion Burin cell.+39 00385989232440

Hotel & Resort Izola Krk cell.+39 0038598578940

 

 

PRIMO GIORNO · GIOVEDì 14 MAGGIO

 

Foto lungo il percorso

DA FALZÈ A BESCANUOVA

Partenza dalla sede alle ore 06:30 direzione Trieste e, dopo una sosta per colazione in autogrill, entreremo in Slovenia e poi in Croazia. Superiamo la città di Fiume (Rijeka) e attraversiamo i due ponti sul mare per entrare nell’ isola di Krk. L'arrivo previsto alla cittadina di Krk (Veglia) è alle ore 11:00. Breve visita alla città e poi pranzo in un ristorante lungo mare alle ore 11:30. Dopo pranzo ripartiamo per Baška (Bescanuova) dove prenderemo alloggio in albergo,residence e appartamenti. Il pomeriggio è libero e poi cena tutti assieme in albergo alle ore 19:30.

 

SECONDO GIORNO · VENERDì 15 MAGGIO

Foto lungo il percorso

MONTE OBZOVA E VERBENICO (12 KM).

Dopo aver fatto colazione si parte per l’escursione al monte Obzova che con i suoi 569 metri è la cima più alta dell’isola di Krk.  raccomandato avere calzature adeguate per il trekking, acqua in abbondanza, cappello e crema solare, perché il terreno è formato da pietraie rocciose con arbusti e cammineremo sotto il sole. Dalla cima si gode uno spettacolare panorama sul golfo del Quarnero e sulle isole vicine tra cui Rab, Cherso, e Lussino.

Lunghezza: 12 km circa

Salita: 560 metri

Discesa: 270 metri

Tempo di percorrenza: 6 ore, comprese le soste con pranzo al sacco.

Arrivati al punto di arrivo troveremo il pullman che ci porterà a visitare la cittadina di Vrbnik (Verbenico) e, conclusa la visita, ritorneremo in albergo per la cena alle ore 20:00.

 

TERZO GIORNO · SABATO 16 MAGGIO

Foto lungo il percorso

ESCURSIONE GOCCE D'ORO DEL TESORO DI KRK (7 KM / 16.5 KM)

Dopo aver fatto colazione partiamo in pullman alla volta della cittadina di Kornić, punto di partenza dell’escursione delle gocce d’oro del tesoro di Krk. Il percorso si snoda tra uliveti e i villaggi di Muraj, Lakmartin, fino ad arrivare alla cittadina di Krk dove il pullman aspetta chi decide di fare il giro corto. Per chi invece fa il giro lungo, attraversiamo Krk e rientriamo a Kornić; facendo il sentiero lungo mare, con vista sulla cittadina di Punat e sull’isolotto di Košljun.

Giro corto:

  • Lunghezza: 7 km circa
  • Salita: 95 metri
  • Discesa: 150 metri
  • Tempo di percorrenza: 3 ore, comprese le soste con pranzo al sacco.

Giro lungo:

  • Lunghezza: 16.5 km
  • Salita e discesa: 200 metri
  • Tempo di percorrenza: 7 ore, comprese le soste con pranzo al sacco

Per tutti rientro in albergo con il pullman per la cena alle ore 20:00.

 

QUARTO GIORNO · DOMENICA 17 MAGGIO

Foto lungo il percorso

CIMA ZAKAM, MARE O BESCANUOVA (7 KM / REL AX)

Dopo aver fatto colazione abbiamo diverse opzioni, si può fare il bagno in mare, si può visitare Baška con tutto il suo lungo mare oppure si può partire a piedi dall’albergo e salire il sentiero che porta la vetta del Zakam, cima che sovrasta tutta la baia di Baška, per poi scendere in città. Il rientro è previsto alle ore 12:00, pertanto per quell’ora bisogna aver caricato i bagagli in pullman. Il percorso per la cima del Zakam è di 7 km, salita e discesa 220 metri di dislivello e il tempo di percorrenza è di 3 ore circa.

La partenza da Baška per il rientro a casa è alle ore 12:30 puntuali. Durante il tragitto di ritorno, verso le ore 14:00 circa, ci fermeremo per il pranzo in un ristorante in Slovenia e, finito di pranzare, proseguiremo verso l'Italia, a casa.

 

Dettagli
Pubblicato: 05 Maggio 2026

10 Maggio 2026: Valle di San Martino: Sorgenti e cascate dello Stien

Testo tratto dal libro “Guida ai sentieri d’acqua” di Ennio Poletti, Editoriale Programma

Foto lungo il percorso

Ritrovo

Il ritrovo presso il parcheggio del supermenrcato Cester alle 8.00 per il punto di partenza a Lasen, borgo alle falde delle Vette Feltrine, raggiungibile in auto da Feltre seguendo le indicazioni per Villabruna e, da qui, quelle per il paese suddetto.
La corriera può arrivare, e invertire la marcia, qualche centinaio di metri prima del paese, mentre le auto possono proseguire fino al piccolo parcheggio presso la chiesa (m 540).

Escursione

Nei pressi del parcheggio imbocchiamo via Canai, che punta in lieve salita verso nord. Presto l’asfalto lascia spazio a un sentiero che prosegue fino a immettersi in via Rodoloi, dove svoltiamo a sinistra (ovest) fino al bivio con via Col Toront. Qui deviamo ancora a sinistra e, in lieve discesa, iniziamo a calare verso l’impluvio della Valle San Martino.
Rimanendo sul sentiero principale percorriamo un lungo tratto in costa, per poi scendere con una traccia un po’ più pendente, ma mai difficile, fino al greto del torrente Stien, che scorre nel fondovalle.
Siamo ora su una stradina (CAI n. 803) che, seguita a destra (nord), ci porta a un’originale cappella votiva dedicata a Maria, meritevole senz’altro di una sosta.
Proseguendo, arriviamo a una bellissima fornace da calce (“calchera”), che un accurato lavoro di recupero ha restituito perfettamente alle sue forme originali: un vero e proprio monumento che ricorda un’importante attività svolta in passato nella valle (m 691).
Fino alla metà del secolo scorso, infatti, queste rudimentali strutture erano utilizzate per ricavare calce dalla roccia calcarea di cui è ricca la zona. Riscaldati per 8-10 giorni a temperature comprese fra 800 e 1000 gradi, i frammenti di roccia si trasformavano in ossido di calcio, cioè in calce viva che, una volta idratata, diventava calce spenta.
Questo importante composto, oggi prodotto con tecnologie moderne, trova ancora molteplici impieghi nell’edilizia, nell’industria e in agricoltura.
Presso la “calchera” la comitiva si divide in due gruppi: il Gruppo A prosegue per il giro completo, mentre il Gruppo B si prepara al rientro verso Lasen.

Gruppo A (giro completo)
Tenendo la sinistra seguiamo il sentiero CAI n. 812 (tabella) che, dopo aver attraversato il torrente su una passerella, inizia a risalire con decisione il versante destro idrografico della valle. Presto troviamo una prima deviazione che conduce a due cascatelle e a una cascata più grande, quest’ultima accessibile prestando un po’ di attenzione al terreno umido e scivoloso (m 760).
Rientrati sul sentiero principale, proseguiamo in salita ancora per qualche minuto fino a incontrare un’altra deviazione sulla destra, che conduce ad altre due cascate (m 800). Quella più a monte è la più scenografica. L’acqua, infatti, dopo essere stata lanciata verso l’alto da una rampa che essa stessa si è scavata, ricade a ventaglio descrivendo una spumeggiante e spettacolare parabola.
Oltre le cascate torniamo a salire fino a raggiungere un tratto di falsopiano dove, seguendo una tabella con la scritta “Tre Ponti”, abbandoniamo la traccia n. 812 e deviamo a destra.
Attraversato il greto di un torrente in secca, entriamo nella fitta selva di conifere del Pian dei Violini (m 850), un luogo quasi “fatato” dove, nella luce incerta del bosco, emergono le malinconiche sagome, ricoperte di muschio, di un antico insediamento ormai diroccato.
Il contrasto fra la bellezza del bosco e gli spettri di quelle vecchie abitazioni è particolarmente suggestivo. Ma le sorprese che riserva questa parte dell’itinerario non sono ancora finite.
Dopo aver superato di un centinaio di metri un ponticello di legno, ci immettiamo in un nuovo sentiero che, seguito a sinistra (nord, tabella), conduce in pochi minuti alle gorgoglianti sorgenti del torrente Stien (m 870).
Il luogo è incantevole. Dal nulla prende corpo uno spumeggiante torrente che subito si allarga per precipitare fragorosamente verso valle. L’acqua gelida e cristallina che sgorga dalla roccia rende quasi impossibile resistere alla tentazione di riempire le borracce.
Il punto in cui ci troviamo è il più alto dell’escursione e da qui inizia il percorso di rientro. Ripercorrendo il sentiero dell’andata, ignoriamo la vicina traccia diretta a ovest, che riporterebbe sul percorso già seguito e, tenendo la sinistra, proseguiamo verso sud.
Sfiorata un’area di sosta umida e malandata, arriviamo a intercettare (m 810, passerella) il sentiero CAI n. 803 che, salendo, avevamo abbandonato presso la fornace. Da qui, senza problemi di orientamento, proseguiamo in discesa verso sud e torniamo alla “calchera”.
Oltrepassata la costruzione di circa 600 metri, abbandoniamo la stradina n. 803 per deviare a sinistra (tabella con foto e guado) e raggiungere in pochi minuti l’amena radura dove sorgono le Casere Rombaldi (m 661).
Tornati sul n. 803, proseguiamo verso sud accanto al torrente fino a trovare a sinistra, dopo circa 1,5 km, una passerella di legno che permette di superare il corso d’acqua e rientrare, con qualche saliscendi, a Lasen (m 540, 6 h 30’).

Gruppo B (giro ridotto)
Dalla “calchera” torniamo per la stessa via per circa 600 metri, dopodiché deviamo a sinistra (tabella con foto e piccolo guado) e raggiungiamo in pochi minuti l’amena radura dove sorgono le Casere Rombaldi (m 661).
Tornati sul n. 803, proseguiamo verso sud accanto al torrente fino a trovare a sinistra, dopo circa 1,5 km, una passerella di legno che permette di superare il corso d’acqua e rientrare, con qualche saliscendi, a Lasen (m 540, 4 h 30’).

 

NOTE 
La cappella votiva dedicata a Maria; una fornace da calce (“calchera”); le numerose cascate e le sorgenti del Torrente Stien; il bosco di Pian dei Violini con il suo vecchio insediamento; le Casere Rombaldi; la Casera le Buse; il Circolo Culturale Alpino Camillo Bonsembiante; 

Dettagli:

DOVE

Parco Dolomiti Bellunesi

GRUPPO

A

B

DISLIVELLO

470 m

290 m

DIFFICOLTÀ

E

E

LUNGHEZZA

11 km

8 km

DURATA

6 h 30’

4 h 30’

CARTINA

Zanetti n. 11, scala 1:30000

  • 12 Aprile 2026: Sentiero Maurizio e Lucio e Molinetto della Croda
  • 26 Aprile 2026: Anello in Valpolicella: San Giorgio di Valpolicella – Cavalo – Mazzurega
  • 29 Marzo 2026: Lungo Sile da Quarto D’Altino a Caposile
  • 15 Marzo 2026: Quartier del Piave
  • 24 Aprile 2026: Serata con Pino Dellasega.
  • 27/02/2026: Tesseramento 2026

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